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Discoteche chiuse, la rabbia dei gestori «Rischiamo di fallire, altri fanno i furbi»

Fonte: Il Gazzettino del 08-03-2020

«Le discoteche si sono adeguate al decreto ministeriale e hanno chiuso i battenti, altri locali stanno continuando la loro attività senza rispettare le prescrizioni: abbiamo già fatto le opportune segnalazioni». È lo sfogo di Franco Polato, jesolano, gestore di locali nel litorale ma soprattutto presidente provinciale del Silb, il sindacato dei locali da ballo. Le drastiche misure di sanità pubblica indicate dal Governo hanno fatto chiudere discoteche e sale da ballo, mettendo di fatto in quarantena un intero comparto economico. «In tutta Italia spiega Polato -, i titolari delle discoteche che aderiscono al Silb-Confcommercio, resteranno chiusi. Nella Città Metropolitana di Venezia sono almeno 15 imprese e circa 350 addetti. Ce lo impone il senso di responsabilità, prima che le sanzioni, di seguire con il massimo scrupolo quanto ordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri: sarebbe impossibile anche solo pensare di vigilare sul rispetto della distanza minima di un metro tra le persone. Stiamo applicando alla lettera le disposizioni sanitarie, sicuri che i clienti sappiano comprendere che stiamo facendo il possibile per dare il nostro contributo a ripristinare una vita sociale normale». Ed anche per questo viene registrata una forte contrarietà per chi invece continua a proporre forme di intrattenimento, avviando una sorta di movida alternativa. 

REGOLE AGGIRATE

«Ci sono delle realtà aggiunge il presidente del Silb come pub o discopub, che continuano la loro attività come se non fosse successo nulla. Le responsabilità vanno divise tra quei gestori che non si sono nemmeno preoccupati di garantire la distanza di un metro tra i tavoli e tra i giovani che si disinteressano ad una situazione così delicata. Non possiamo rimanere a guardare e per questo abbiamo già inoltrato delle segnalazioni alle autorità». Il danno economico per le discoteche rischia di essere pesantissimo, circa 35 mila euro per locale solo negli ultimi giorni: «Rischiamo di perdere anche gli eventi primaverili dice sempre Polato senza dimenticare le ripercussioni per l’estate. Ci auguriamo che ci siano anche le discoteche a beneficiare delle misure di sostegno straordinarie attivate dal Governo. In caso contrario il rischio sarà quello di vedere locali storici chiudere i battenti». Uguale il pensiero di Riccardo Checchin, amministratore di Lobby Agency, società che a Jesolo gestisce lo storico Kings e altre sei discoteche tra Veneto e l’Emilia Romagna. «Da giorni – ammette – i nostri locali sono chiusi, anche a costo di rischiare il fallimento. Purtroppo constatiamo che altre categorie di pubblici esercizi possono continuare a lavorare, in alcuni casi senza rispettare le norme indicate dal Governo. Lo dico con amarezza: in questo modo c’è il rischio che i provvedimenti indicati siano inefficaci e così anche il nostro sacrificio. Il virus si ferma rispettando le regole, avanti di questo passo rischiamo di rimanere chiusi anche per i prossimi tre mesi. Occorre più responsabilità da parte di tutti». Nessuna colpa, poi, se i giovani continuano ad uscire tra aperitivi e incontri dopocena: «Serve un’informazione più chiara conclude Checchin un giorno si parla di allarme, il giorno dopo invece vengono diffusi messaggi rassicuranti. La chiarezza è indispensabile».

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