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“Dobbiamo dare un segnale forte e aprire tutti gli hotel all’inizio di maggio”

Fonte: La Nuova Venezia del 29-03-2020

«Dobbiamo avere il coraggio di aprire gli hotels». Luca Boccato, amministratore delegato dell’operatore «Hnh Hospitality» gestisce direttamente 15 strutture ricettive in tutta Italia, da Jesolo a Roma, Trieste, Verona, Bologna.In questi giorni convulsi in ogni istante arrivano novità su restrizioni, proiezioni e tensioni di ogni genere, soprattutto per il settore turistico, sta lavorando anche più del solito, continuamente in videoconferenza con gli altri operatori e associazioni di categoria. A Jesolo, sono tre gli alberghi di proprietà della Hnh Hospitality: il 5 stelle Almar, e i due 4 stelle Brasilia e Bellevue. «Saranno tutti aperti per la stagione» spiega il manager jesolano, « indipendentemente da quando inizierà. Non bisogna ragionare sul fatto che essendoci la crisi per il coronavirus saremo costretti a chiudere e chi ha più strutture sarà costretto a tenere aperta una sola. L’Almar è un 5 stelle con un certo tipo di clientela, il Brasilia si rivolge alle famiglie, il Bellevue è concentrato sulla offerta in zona Pineta. Ognuno ha un suo target e su questo lavoreremo. E lo stesso vale per tutte le strutture ricettive in Italia. 

Certo, sarà una stagione ridotta nei numeri e i tempi. Noi avevamo programmato una possibile apertura il 19 marzo, ma adesso ragioniamo sulla data del 29 aprile, con la possibilità di un ulteriore rinvio a maggio». Le date sono ancora un’incognita, ma le presenze caleranno di certo e su questo nessuno ha dubbi. L’Aja, associazione jesolana albergatori, ha parlato di un calo del 40 per cento circa. «Noi pensiamo che il calo possa essere anche del 50 se non del 60 per cento» continua Boccato, «potremo contare soprattutto sui clienti italiani e fidelizzati come inizio. Ma il messaggio è che dobbiamo aprire in ogni caso e investire nel lungo periodo per la nostra immagine turistica. Dobbiamo trasmettere l’idea che ci siamo. E’ chiaro che se il lockdown sarà ancora molto più lungo, diciamo fino a giugno, allora le conseguenze saranno devastanti per il comparto. In questo contesto di incertezza nazionale per la pandemia non potremo sperare molto nella clientela straniera e quindi ci dovremo concentrare su quella del nostro Paese. Quello che più ci preoccupa al momento è però l’aspetto sociale. Noi occupiamo a Jesolo circa 200 lavoratori stagionali e con un’apertura prevista a fine maggio dovremo lasciare a casa di circa il 25 per cento. Un quarto dei dipendenti è a rischio. L’impatto sull’occupazione sarà importante e allora le decisioni e misure adottate dal Governo dovranno essere adeguate a questo nuovo contesto occupazionale. «Sarà fondamentale» ricorda, «l’aspetto della comunicazione quando sarà possibile tornare alla normalità. 

Dovremo far percepire che si può venire in vacanza a Jesolo con estrema tranquillità e serenità, che abbiamo un ospedale importante punto di riferimento oggi per il coronavirus. La sicurezza sanitaria è un valore aggiunto. E’ un obiettivo dell’associazione jesolana albergatori dare questa idea di sicurezza. Allora, su queste basi, potremo ancora essere richiesti da una clientela straniera. Per esempio i turisti di lingua tedesca, che sono un nostro bacino fondamentale, probabilmente sceglieranno di restare vicini alle loro case in Austria o Germania e verranno qui piuttosto che prendere un volo per i Caraibi. Ecco che abbiamo delle opportunità che non ci dobbiamo lasciar sfuggire».

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