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Due banche in soccorso del Consorzio

Fonte: Il Gazzettino del 29-02-2020

 Mentre a Roma era in corso l’ennesimo incontro per trovare la quadra sul problema dei pagamenti del Mose, a Venezia è arrivato un segnale: due gruppi bancari si sono presentati – la gara scadeva ieri – manifestando interesse per la proposta del Consorzio Venezia Nuova. Che in un’ottica di accelerazione, aveva lanciato un appello alle banche per risolvere i frequenti problemi di cassa che si ripercuotono a cascata su ditte e lavoratori. Tanto che era stato ventilato il blocco dei lavori nel caso non fossero arrivati i soldi. Si sono fatte avanti il Gruppo Banca del Mediterraneo e la Ae Mida Financial, che hanno prospettato condizioni molto diverse l’una dall’altra. Per il momento si tratta di una fase embrionale, perchè si dovranno valutare le condizioni, ma il fatto stesso che ci siano stati due soggetti interessati, dopo i tentativi deserti in passato per la gestione della tesoreria del Consorzio, rappresenta un’iniezione di fiducia. Anche perchè lo Stato, per pagare, paga. Di solito. Ma i suoi tempi divergono dalle scadenze e dalle necessità delle aziende, che hanno spesso a loro volta esposizioni debitorie, e che comunque devono far fronte ogni mese al pagamento degli stipendi. E quindi ecco lo scollamento tra la competenza e la cassa: i soldi c’è da giurarci che ci sono, ma sono virtuali, e versarli è un altro paio di maniche, soprattutto nei primi sei mesi dell’anno. 

LE ESIGENZE

Dunque per consentire la chiusura dei lavori per il 2021, «e per disporre con continuità delle risorse utili al pagamento dei lavori eseguiti dalle imprese e al sostentamento della struttura operativa e di lavoro del Consorzio» è stata stimata una necessità di cassa di circa 20 milioni/mese. Inoltre l’avviso chiedeva «una provvista finanziaria tra gli 80 e i 100 milioni da erogare progressivamente da parte della Banca su richiesta del Consorzio tra febbraio e luglio a fronte di presentazione di Stati di Avanzamento Lavori dei lavori in corso o di documenti che attestino il credito del Consorzio nei confronti del Provveditorato o del Ministero, con la restituzione progressiva direttamente da parte del Consorzio alla Banca, con versamenti in relazione all’incasso dei singoli SAL e dei rimborsi erogati dal Provveditorato o direttamente dal Ministero delle Infrastrutture nel periodo marzo dicembre 2020 per gli stessi interventi oggetto del pagamento anticipato.

GLI OFFERENTI

Il Gruppo Bancario Mediterraneo è una holding specializzata nel supporto alle imprese e fondata da Enzo Cardi, ex presidente delle Poste. Nel 2015 la banca, a causa di irregolarità rilevate dalla Bce su proposta della Banca d’Italia, era stata commissariata e messa in amministrazione straordinaria. Dal 2017 alla gestione ordinaria. La Ae Mida Financial è invece una finanziaria che si propone come consulente attraverso una fitta rete di collaboratori, ha un sito internet molto scarno, e si presenta come leader nel campo delle cancellazioni, riabilitazioni e pratiche di volontaria giurisdizione, proponendosi come partner per risolvere gli ostacoli di accesso al credito. Intanto tra i lavoratori del Consorzio Venezia Nuova serpeggia il malumore. Se da un lato sembra più lontana la ventilata ipotesi cassa integrazione, dall’altro una comunicazione della direzione aziendale richiama alla cautela sull’uso dei buoni pasto: nel caso fossero consumati in anticipo saranno successivamente trattenuti. Facendo presagire un futuro incerto. Sul fronte della manutenzione delle paratoie, invece, da registrare la presa di posizione di Forum Arsenale, che ieri ha inoltrato una lettera al Comitato di Indirizzo con cui ricorda che il Provveditore Roberto Linetti aveva già individuato l’ex Pagnan a Marghera come destinazione per la manutenzione delle paratoie, scartando l’Arsenale. «Una scelta scrive il Forum – doppiamente vantaggiosa per lo Stato: logisticamente ed economicamente con un risparmio di circa 90 milioni e una spesa di circa 50-60». Il Forum si è augurato che le decisioni «già prese e illustrate siano già state poste in essere».  

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