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Due progetti per Punta Passo l’affaccio in laguna accende la miccia

Fonte: La Nuova Venezia del 27-05-2020

Il futuro di Punta Passo Campalto, il secondo affaccio alla laguna di Mestre, luogo dalla forte storia e con potenzialità da valorizzare nel rispetto della gronda lagunare, soprattutto per garantire un affaccio pubblico alla laguna, infiamma il confronto tra i partiti. Il colpo di scena lo ha assestato in consiglio comunale, giovedì scorso, mentre si discuteva del progetto di darsena che dovrebbe sanare un antico contenzioso tra Comune e cantieri Marchi, oggi fautori del progetto Marina Punta Passo, la diffida depositata dall’ingegnere di Padova, Vito Segantini, che vorrebbe realizzare un progetto sull’area di sua proprietà chiamato la Spiaggia di Mestre. Nome evocativo, e corretto, perché negli anni Quaranta a Punta Passo c’era un isolotto, una spiaggia popolare, oggi precluso dal cantiere navale.

Per la sua area Segantini ha proposto, approvato dal Piano degli interventi, una grande area tempo libero con piscina, spiaggia, campi da beach volley, biciclette in affitto, bar e servizi annessi e una darsena con pontili galleggianti per 150 barche che sorgerebbe a fianco dello spazio d’acqua dove i Marchi intendono realizzare una Marina per 300 imbarcazioni. La Marina dei Marchi ha ottenuto l’ok del consiglio nonostante il rinvio chiesto dalle opposizioni che volevano conoscere anche il progetto di Segantini, ignoto a tutti. Segantini lamenta di aver chiesto di far parte del piano assieme ad altri privati, come i Zambon che in zona dispongono di una area di 8 mila metri quadri che potrebbe diventare parcheggio di servizio all’area di Punta Passo, dove è presente anche un noto ristorante. Dopo le polemiche in consiglio comunale nel fine settimana Segantini ha incontrato gli abitanti della zona per informarli della situazione attuale. Presenti anche la consigliera della Lega, Silvana Tosi, che non ha partecipato al voto sul progetto Marchi, e il consigliere di opposizione Renzo Scarpa.

Segantini, da noi sentito, ci spiega: «La concessione demaniale è unica ed in scadenza al febbraio 2021. Il Presidente del Provveditorato alle Opere Pubbliche (ex Magistrato alle Acque), Ingegner Roberto Linetti in un incontro svoltosi nel maggio 2019 ha dichiarato che non vi era difficoltà alcuna a frazionare l’attuale concessione in due sezioni a ditte distinte. Confermo, come ho sempre dichiarato e scritto in tutti i documenti di essere interessato ed aver auspicato un piano complessivo per l’area che metta assieme le proposte dei vari proprietari di tutta la zona del Passo, come prevede la corretta pianificazione urbanistica e come anche attestato dalla mia richiesta di riunione di coordinamento di ottobre 2019». L’ingegnere che ha parlato con gli Uffici di Urbanistica e mai con l’assessore De Martin, confida ora in un confronto con il sindaco Brugnaro. Il beneficio pubblico di base della sua proposta, dice, vale circa 30 mila euro. Ne vale circa 50 mila quello del progetto dei Marchi. Perché non unire i due piani se questo consente di avere maggiori benefici per un’area finora limitata alla frequentazione dei cittadini? Lo chiede anche il Partito Democratico, che con il circolo di Campalto, aveva presentato una serie di emendamenti tutti bocciati. «Crediamo sia necessario avere un’idea complessiva di tutta la Punta prendendo da parte del Comune, una forte iniziativa anche nei confronti della Rai, titolare di alcuni ripetitori dietro la trattoria, per acquisire porzioni significative di quell’area che ora è in grossa parte inutilizzata e non curata e quasi abbandonata», ricorda Lionello Pellizzer. E tante questioni restano da chiarire.
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