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Due su tre in cassa integrazione ma il Comune: «Vela non chiude»

Fonte: Il Gazzettino del 09-04-2020

La preoccupazione c’è, per le dipendenti di Vela. Perchè dopo gli incontri con i sindacati, le prospettive illustrate per la partecipata del Comune non sono rosee. Dopo una settimana di riapertura delle biglietterie anche al Lido e a Rialto, alla fine di marzo, ora a rimanere aperti sono rimasti unicamente i presidi di piazzale Roma, l’imbarco del ferry boat al Lido e al Tronchetto e gli sportelli di piazzale Cialdini a Mestre.

PROSPETTIVE INCERTE

Sospesa la vendita della bigliettazione per gli eventi, in assenza di turisti, le attività destinate alla clientela locale sono state affidate ai concessionari privati. E per le dipendenti del gruppo è stato avviato il provvedimento della cassa integrazione a rotazione, come sta avvenendo anche per le altre partecipate. E se qualcuno ha tirato in ballo persino il fallimento della società, l’assessore Michele Zuin getta acqua sul fuoco e fornisce delle rassicurazioni: «L’obiettivo è quello che nessuna azienda chiuda e che nessun lavoratore perda il posto. Si farà ricorso alla cassa integrazione, lo stipendio sarà inevitabilmente più basso, ma ci stiamo impegnando per salvaguardare tutti i posti di lavoro. Ovvio che in un’ottica di razionalizzazione delle partecipate utilizzeremo in modo flessibile le risorse. Avevamo già iniziato prima dell’emergenza virus, con la razionalizzazione dei call center tra Vela e Veritas. Superando anche le diversità di contratti nelle buste paga».

I NUMERI

Attualmente ci sono 64 dipendenti in servizio, 21 dei quali stanno svolgendo smart working. Altre 29 persone sono assenti per ferie, permessi e vari tipi di congedo, 187 risultano in cassa integrazione, per arrivare a un totale di 301 dipendenti.«Le tutele messe in campo per Vela rientrano in quelle dell’intero gruppo  prosegue Zuin Il settore congressuale continua a lavorare per la gestione dei congressi ed eventi programmati da settembre all’Arsenale e al Lido, nonché la promozione e pianificazione per la stagione 2021, come Redentore, Regata Storica, Città in festa autunno e Natale, Carnevale 2021 oltre alla progettazione di ulteriori eventi a supporto della ripartenza, come l’ipotesi di eventi nautici a ottobre preliminari al Salone Nautico 2021 ed eventi pubblici nelle location cittadine» Insomma, la filosofia è quella di un ripensamento sì, della città non esclusivamente in chiave turistica, ma poiché ci sono tante aziende turistiche che attualmente sono a reddito zero è necessario aiutarle a rialzarsi, prima di cambiare rotta. «E’ importante far ripartire il settore alberghiero, tutti i servizi turistici dedicati all’incoming, attraverso la promozione e la realizzazione di eventi culturali, manifestazioni e spettacoli di alto livello. Quindi servirà un calendario di eventi straordinari per far rinascere la città e celebrare i suoi 1600 anni. Vela avrà un ruolo fondamentale in questa prospettiva per la città di Venezia», conclude Zuin.

Nel frattempo c’è malumore anche tra i lavoratori dei Musei Civici dipendenti di Coopculture e socioculturale, dopo l’accordo siglato ai primi di marzo sul fondo di integrazione salariale che prevedeva l’erogazione dell’anticipo della retribuzione da parte aziendale, visti i tempi lunghi con cui avviene la liquidazione della misura da parte dell’Inps. «Invece prima Coopculture, poi Socioculturale, hanno comunicato scrivono Cgil, Cisl e Uil – di essere costretti a disattendere l’accordo e chiedere che sia Inps a pagare direttamente l’ammortizzatore. Riteniamo sbagliata la scelta delle aziende, non adeguata al momento di difficoltà che il Paese sta attraversando e soprattutto non coerente con l’assunzione di responsabilità che, in un momento inedito come questo, è richiesta a tutte le imprese verso i propri dipendenti, che per mesi potrebbero non vedere alcun introito».

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