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Ex centro civico, il bando slitta di altri tre mesi

Fonte: Il Gazzettino del 27-02-2020

Qualcuno ha dimostrato un interessamento, ma le offerte non sono ancora state messe nero su bianco. E, anche per consentire sia i sopralluoghi sul posto che alcuni lavori in corso ai piani superiori, slittano di tre mesi i termini dell’avviso pubblico per trovare qualcuno disponibile a prendere in gestione l’ex Centro civico di via Poerio, trasformando in attività di ristorazione il piano terra, l’interrato e l’ammezzato. Il termine per partecipare al nuovo bando del Comune lanciato nel dicembre scorso (dopo il flop di quello del 2018 al quale non aveva partecipato nessuno) è stato prorogato dal 28 febbraio al 29 maggio prossimo, mantenendo le stesse indicazioni che prevedono l’obbligo, per gli interessati, di effettuare dei sopralluoghi sul posto per prendere visioni dei locali e del posto, all’ingresso di piazza Ferretto. Ed è stata proprio la necessità di garantire queste visite a convincere il Comune a dare più tempo per la presentazione delle offerte perché, essendo in corso dei lavori nei piani superiori dell’ex Centro civico, la presenza del cantiere e l’ingresso dei possibili partecipanti non sarebbero risultati compatibili.
Di certo, da dicembre ad oggi, ci sarebbero stati degli interessamenti a rilevare quella che fu l’emeroteca di Mestre, senza però concretizzarsi in nessuna offerta formale. Del resto l’investimento richiesto è importante: il canone annuale richiesto per gli assegnatari è fissato in 68 mila euro (comunque più che dimezzato rispetto al primo bando del 2018 quando ammontava a 150 mila previsti) con un contratto ventennale nel quale pesa economicamente anche il completamento dei lavori all’interno dei locali che diventeranno bar e ristorante, per una cifra stimata di 370 mila euro.  Intanto, in attesa di conoscere l’esito di questo avviso pubblico, il Comune è anche alla ricerca di fondi per trasformare il secondo e terzo piano dell’ex Centro civico che, nell’atto di indirizzo della Giunta, dovranno essere riservati ad attività culturali, formative e innovative aperte alla collettività e, in particolare, ai giovani.

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