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Fanghi del porto, si cerca di trovare una soluzione dopo l’alt alla convenzione

Fonte: La Nuova Venezia del 11-03-2020

Il Porto nuova «stazione appaltante». Per assegnare di volta in volta gli interventi «di somma urgenza» per lo scavo dei canali portuali. Senza project financing con i privati. Sembra questa la strada scelta dall’Autorità portuale in accordo con l’Avvocatura distrettuale dello Stato per avviare i lavori di manutenzione e lo scavo dei fanghi e contemporaneamente rimediare alla bocciatura della proroga della concessione alla società Tressetre, decisa l’altro giorno dal Comitato Tecnico di Magistratura. Un project assegnato a metà degli anni Duemila. Contratto stipulato con l’azienda del gruppo Mantovani (Cvn), valido per dieci anni, e firmato dall’allora commissario straordinario per i fanghi, il dirigente della Regione Roberto Casarin. I fanghi dovevano essere trasportati all’isola delle Tresse. Ma il 31 dicembre del 2016 la convenzione è scaduta. Così il provveditore Roberto Linetti, l’amministratore delegato della Tressetre Maurizio Boschiero e il presidente Musolino avevano firmato la proroga. Due anni, 26 milioni di euro di incasso previsto escluso l’aumento Istat.

Ma il Comitato tecnico ha bocciato la proroga. «Illegittima», ha detto il relatore, l’ingegnere del Provveditorato Francesco Sorrentino. Nonostante alla riunione fossero presenti lo stesso Musolino e il prefetto Vittorio Zappalorto, che insieme al Comune hanno ricordato la necessità di dare il via allo scavo per garantire l’accessibilità del Porto e la sua piena funzionalità. Il progetto per il rialzo dell’isola, pur contestato dagli ambientalisti è stato approvato, ma la proroga bocciata. Italia Nostra ha annunciato un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti. 

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