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Fermi 77 mila artigiani «E dopo una lunga crisi»

Fonte: La Nuova Venezia del 05-04-2020

«Nessuno si illude che sarà una cosa breve archiviare la pandemia, dobbiamo però passare in fretta dall’emergenza ad una condizione di “rischio governato”». Il presidente Confartigianato Imprese Veneto Agostino Bonomo presenta così il sondaggio cui hanno risposto 3.600 artigiani veneti sulle ricadute del Covid-19 sulla ripresa delle attività. Un primo elemento su cui riflettere è la tempistica della ripartenza post lockdown. Circa un terzo delle piccole imprese venete prevede un rallentamento economico da 4 a 6 mesi, il 25,9% da sei mesi ad un anno, il 25,2% da due a quattro mesi. Poi il 12,9% oltre un anno e il 6,5% fino ad un mese. Confartigianato Imprese Veneto chiede un accordo condiviso con governo e parti sociali «affinché sia fattibile operare celermente sulla base di regole condivise per la ripresa dell’attività». In Veneto per decreto hanno chiuso oltre 77 mila imprese artigiane (il 61,1% del totale) per un numero di addetti pari a 188 mila. Per il post pandemia il 40% degli intervistati teme il calo dei consumi delle famiglie, il 32,8% un cambiamento drastico delle abitudini dei clienti e il 17,4% teme di perderli (soprattutto le imprese delle filiere della metalmeccanica, moda e legno, che vedono il rischio di essere sostituite da terzisti di altre parti del mondo). «Dobbiamo trovarci pronti alla ripartenza – afferma Agostino Bonomo, presidente Confartigianato Imprese Veneto – con procedure e dispositivi di protezione che dovranno essere a disposizione di tutti. E attrezziamoci a destinare un forte investimento alla valorizzazione e promozione dei nostri beni e delle nostre destinazioni. 

Azione che possiamo iniziare a fare tutti noi, impegnandoci a privilegiare i nostri prodotti». Ad oggi sono già 10 mila le imprese artigiane che hanno fatto richiesta dell’ammortizzatore dedicato dal Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato per tutelare 40.000 dipendenti (siamo già altre il 30% di aziende e dipendenti). Un numero mai raggiunto, nemmeno nella grande crisi occupazionale del 2011/2013. E la percentuale è destinata a crescere, se consideriamo che, sulla base delle risposte al questionario di Confartigianato Imprese Veneto, le richieste di ammortizzatori potrebbero coinvolgere il 50% delle imprese. Sul credito alle imprese si gioca un’altra partita fondamentale per la ripartenza.«Servono immediatamente strumenti veloci semplici da usare e dedicati alle micro e piccole imprese per garantire la loro liquidità, guardando anche ad importi contenuti – auspica Bonomo – otto aziende su 10 ritengono che avranno bisogno di interventi di sostegno alla liquidità aziendale e il ‘taglio’ dei fabbisogni vede il 60% delle richieste concentrarsi al di sotto dei 50mila euro». In particolare il rallentamento generale dell’economia potrà avere ricadute negative sul sistema casa, sui trasporti e sulle infrastrutture. «Evitiamo il rischio di congelamento e anzi rilanciamo ciò che di buono e utile c’è nella agenda delle politiche europee: il “green deal” va applicato alle infrastrutture da avviare o concludere del nostro territorio, come ad esempio Alta velocità e banda larga in primis», prosegue Bonomo. E poi il tema della digitalizzazione: «Dobbiamo essere capaci, facendo tesoro di quanto siamo riusciti tutti a mettere in campo in questa straordinaria emergenza a tutti i livelli, anche nella Pubblica amministrazione e nelle nostre stesse associazioni, di accelerare i processi di digitalizzazione».

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