Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Gasometri, via alla bonifica fra le proteste dei residenti

Fonte: La Nuova Venezia del 02-04-2020

Prime proteste e segnalazioni dei residenti a vigili urbani e Arpav dopo appena un giorno dall’inizio dei lavori di bonifica nell’area degli ex Gasometri, a Castello. Tra ieri e lunedì, infatti, gli operai della ditta TevGroup incaricati di ripulire i settemila metri quadri di proprietà di Mtk hanno dato il via a una serie di demolizioni di edifici pericolanti, primo passo per il disinquinamento del sito e per la messa in sicurezza del sottosuolo.Un’operazione, questa, che durerà non meno di diciotto mesi ed avrà un costo di circa 4 milioni di euro a carico del proprietario dell’area, l’imprenditore austriaco Ivan Holler. E che, una volta conclusa, permetterà di dare il via al progetto che prevede la costruzione di due edifici da otto piani all’interno degli scheletri industriali dei gasometri (vincolati dalla Soprintendenza) oltre a una palestra da mettere a disposizione della cittadinanza. 

Ma l’avvio del cantiere in tempi di coronavirus, in questi giorni, è coinciso con le prime proteste. E delle prime segnalazioni ai vigili urbani: «Hanno iniziato ad abbattere case con ruspe e a causa del forte vento si sono sollevate nuvole di polvere, ieri non si poteva stare con le finestre aperte», spiega una residente. Foto e video hanno iniziato a girare velocemente su internet, tanto da sollevare punti interrogativi da parte di associazioni cittadine e rappresenanti politici. Così, ad esempio, la sezione del Fai di Venezia: «I dirimpettai stanno respirando a pieni polmoni in queste giornate di vento i residui volatili senza avere la possibilità di andarsene di casa per ovvi motivi. Si evince che la demolizione di un area urbana per costruire un albergo rientri tra le “attività lavorative indispensabili” di Venezia a scapito così della sua “salute”. Stavamo sognando un post corona costruttivo per la città. Non a costruire un altro albergo a Venezia». Dello stesso tenore l’attacco del presidente della Municipalità, Giovanni Andrea Martini: «Ma è possibile che in un momento di emergenza mondiale causata da un virus che attacca le vie respiratorie si proceda ai lavori in questa maniera? Ma è possibile che chi abita in prossimità dei cantieri si trovi a respirare la polvere prodotta? E proprio ora?». 

Sul punto, risponde con una nota la stessa TevGroup. «Se da un lato l’emergenza Covid-19 limita la prosecuzione di cantieri edili (ma non quelli di risanamento ambientale)», fa sapere l’azienda titolare dei lavori, «dall’altro in ogni caso ciò non può contrastare con i rischi per la sicurezza e incolumità delle persone. Si precisa che, in ogni caso, le demolizioni si limiteranno alle strutture definite pericolanti. Non può sfuggire all’attenzione dei più che i rischi legati agli abbattimenti unitamente alle più severe precauzioni messe in atto nelle modalità di demolizione sono sicuramente più agevolate e meno rischiose data l’attuale quasi totale assenza di passanti e studenti nel circondario».Per Tev, poi, prima di procedere alle bonifiche di suolo e falda acquifera è indispensabile l’eliminazione dei rifiuti nell’area, che sarà realizzata nel mese di aprile secondo un piano approvato da Regione e Arpav. Infine, un passaggio sulla pubblicazione online di foto interne al cantiere: «Non sono consentite, ne va della garanzia della privacy nei luoghi di lavoro»

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.