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Gli albergatori: «Momento difficile chi è meno tutelato è più a rischio»

Fonte: Il Gazzettino del 08-04-2020

Il ritrovamento dei corpi delle due donne nel cuore della notte di ieri non ha lasciato indifferente il direttore dell’associazione veneziana albergatori Claudio Scarpa. Il mondo dell’ospitalità non sta attraversando un periodo florido, con difficoltà a tutti i livelli, dai titolari ai dipendenti, spiega il direttore: «Purtroppo ci troviamo di fronte a un mondo che cambia e ci troveremo in una situazione in cui una parte della popolazione avrà lo stipendio garantito, mentre un’altra fetta si troverà in grave difficoltà, in questi casi le persone meno tutelate possono cedere come successo la notte scorsa». 

Nonostante questo, l’auspicio è di guardare al domani il bicchiere mezzo pieno: «Voglio invitare tutti a pensare che questa cosa passerà, sarà transitoria e nell’arco di qualche anno lo ricorderemo solo come il passato e un brutto ricordo. Bisogna resistere, è l’unica cosa che si può che si può fare, del resto, non è una crisi economica, quindi una volta scomparso il virus ci sarà la ripresa». Scarpa ha quindi tranquillizzato sulla situazione alberghiera spiegando proprio come il personale sia considerato uno dei principali asset su cui puntare: «Gli albergatori veneziani ritengono che i lavoratori del settore siano il fattore su cui puntare e non c’è alcuna intenzione di perdere le loro capacità. Faremo di tutto per mantenerli, riusciremo a transitare in questo periodo e tornare a navigare in acque tranquille». Infatti, per ora gli alberghi veneziani hanno fatto riferimento alla cassa integrazione, salvaguardando i posti di lavoro: «Gran parte dei dipendenti si trova in cassa integrazione, non mi preoccupo del momento attuale per quanto riguarda gli hotel, perché stiamo salvaguardando le professionalità e consentiamo alle persone di continuare ad avere una loro vita economica grazie alla cassa integrazione in deroga e al Fis (fondo integrazione salariale)». 

Ad ulteriore sostegno delle sue affermazioni, Scarpa ha fatto sapere che gli imprenditori del settore si sono impegnati a tutelare la stabilità economica dei lavoratori: «Le procedure della cassa integrazione richiedono anche due mesi per partire, gran parte degli albergatori ha anticipato il compenso ancora prima di incassarlo proprio per non lasciare indietro nessuno». Su questa alleanza imprenditori-lavoratori, il rappresentante della categoria ha voluto esprimere parole di elogio: «È questo collegamento che porterà avanti il Paese, perché siamo tutti sulla stessa barca. Diverso è il discorso per chi ha il posto garantito, che è chi potrà spendere durante il periodo di transizione». Le stime di ripresa sono quindi in linea con quanto precedentemente dichiarato: «La situazione durerà ancora per un anno, quando riapriremo, probabilmente a giugno, cercheremo di lavorare con i mercati di prossimità, quindi italiani, svizzeri, austriaci, mentre la clientela internazionale sarà rarefatta fino alla prossima primavera».

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