Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Grandi navi, ecco l’avamporto presentato ai senatori

Fonte: La Nuova di Venezia del 20-02-2020

Per il governo le grandi navi vanno a Marghera. Ma i Cinquestelle rilanciano: «le crociere devono andare fuori dalla laguna». Ieri la senatrice veneziana del M5s Orietta Vanin ha ricevuto a palazzo Madama insieme al presidente della commissione Lavori pubblici del Senato Mauro Coltorti i proponenti del progetto di «avamporto galleggiante», Stefano Boato e Vincenzo Di Tella. «Soluzione removibile e graduale, come prevede la legge Speciale», dice Vanin, «già sperimentata al porto di Livorno. Tra l’altro il progetto è stato donato al ministero e mai preso in esame. Si tratta di una piattaforma con pontoni modulari incernierati fra loro e ancorati al fondale, che non bucano il caranto lagunare». «Con l’incidente del 7 luglio 2019», continua Vanin, «si è finalmente compreso quali conseguenze disastrose possono accadere in città a causa di questi condomini galleggianti. Il problema è anche quello dell’erosione provocata dal passaggio delle grandi navi. Non si devono scavare canali in laguna. Si devono scegliere le alternative su basi scientifiche e non di interessi di parte». Il presidente della commissione ha annunciato che il progetto adesso sarà esaminato dal Parlamento.Si aggiunge così una soluzione di facile realizzazione a quelle già individuate dall’Autorità portuale e ora all’esame del ministero. Come ad esempio la trasformazione delle banchine del terminal traghetti a Fusina e le banchine Lombardia della Tiv a Marghera per dimezzare il passaggio delle grandi navi in bacino San Marco.Soluzione ritenuta insufficiente dai comitati, che insistono perché le grandi navi vadano «fuori dalla laguna». Da anni c’è depositato un altro progetto, il Venice cruise, per mettere le navi a San Nicolò di Lido, davanti all’isola del Mose. La proposta firmata da Duferco-De Piccoli, aveva ottenuto il via libera dal ministero per l’Ambiente con prescrizioni. Ma nella procedura di Via il ministero dei Beni culturali aveva espresso nel 2017 «parere negativo», sulla base dell’istruttoria tecnica della Soprintendenza. Dunque la procedura di Via non si è mai conclusa, avendo bisogno del parere dei due ministeri. Il porto a San Nicolò ha anche il parere contrario del comune di Cavallino Tereporti, per l’impatto che avrebbe a Punta Sabbioni. E secondo i suoi oppositori non rispetterebbe nemmeno le direttive dell’Unesco, che prevede di avere i nuovi scali per le grandi navi «fuori dalla laguna»..Adesso irrompe nel panorama delle alternative il progetto dell’avamporto galleggiante.«Il nostro progetto», assicurano Boato e Di Tella, che si sono avvalsi anche della collaborazione di Carlo Giacomini e Maria Rosa Vittadini, «non costa molto, si può realizzare in brevissimo tempo. Ma soprattutto non ha basi in cemento ed è facilmente rimovibile».Di navi si parlerà nel Comitatone convocato per il 3 marzo a Roma. Al ministero delle Infrastrutture, guidato da Paola De Micheli, è arrivato in questi giorni il dossier dell’Autorità di sistema portuale sulle possibili «alternative provvisorie». Riguardano Marghera. A lungo termine il progetto che piace a Vtp, Regione e Comune è quello di Marghera (Canale Industriale Nord, banchina Nord). Ma anche qui i problemi non mancano, a cominciare dall’interferenza di questi traffici con l’attività del porto commerciale e le navi portacontainer che entrano in laguna dal canale Malamocco Marghera. 

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.