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Hotel Alberoni, tutto fermo “Il comune vuole troppi soldi”

Fonte: Il Gazzettino del 20-03-2020

Un nuovo hotel nella Caserma della Guardia di Finanza degli Alberoni? Sembrava ormai una certezza, nel gennaio dell’anno scorso, quando la società Hotel d’Orange di Francavilla di Sicilia aveva sottoscritto con il Demanio una concessione cinquantennale che prevedeva la realizzazione di un albergo a 4 stelle con 11 camere, piscina, ristorante e centro benessere al posto dell’ex Caserma sul lungolaguna che dal ferry boat dell’estrema propaggine del Lido arriva all’altezza del cantiere Schiavon.  La società siciliana si era aggiudicata il bando sia per il miglior progetto, con il massimo del punteggio (70 punti) sia per l’offerta economica più elevata con 2500 euro al mese rispetto ai circa 600 del secondo classificato (i proponenti erano due). Ma con il federalismo demaniale l’immobile è passato nella disponibilità del Comune di Venezia che ha effettuato una stima molto diversa, chiedendo un corrispettivo di 3800 euro al mese. Ovvero una volta e mezza quanto pattuito.

NUOVO PROPRIETARIO

«Come se il bene ci fosse già e fosse utilizzabile dichiara amareggiato il titolare della società Giuseppe Savoca invece attualmente si tratta di un rudere, paragonando i valori di una stanza a Venezia con quelli degli Alberoni. In più c’è da fare un investimento di circa 2 milioni di euro che alla fine dei cinquant’anni restituirò, in base a quanto sottoscritto nel contratto. Il Comune si fa forte del fatto che la destinazione urbanistica di quella di quella zona è residenziale, quindi sarà necessario il cambio di destinazione. Con un beneficio pubblico che deve essere, anche quello, monetizzato».  La Hotel d’Orange, per il progetto e una radicale bonifica dell’area, tra notai, architetti e canoni che ha già iniziato a pagare, ha già speso decine di migliaia di euro e ora si trova presa tra l’incudine e il martello.

TUTTO BLOCCATO

«Siamo in fase di stallo prosegue Savoca faccio l’albergo? Il Comune mi dice che devo comunque pagare qualcosa di più oltre ai diritti per il cambio di destinazione d’uso. Faccio appartamenti? Potrebbe entrare in ballo l’altro aggiudicatario (Sonino, ndr) che mi potrebbe dire: hai vinto il bando con la proposta di un albergo e ora cambi progetto? Un altro proprietario farebbe salti di gioia nel cedere un immobile in pari condizioni a 2500 euro al mese. Invece siamo in una fase di blocco totale. Stiamo continuando a pagare un affitto per un bene che non sapremo se e quando potremo utilizzare, perché ci mancano le certezze e comunque dobbiamo fare una valutazione prima di iniziare i lavori. Tenendo conto anche della situazione attuale, con il blocco totale del turismo. In Sicilia viviamo con un albergo che per ora è aperto. Ma se gli spostamenti delle persone sono bloccati». La realizzazione dell’albergo nell’ex Caserma si inseriva nel bando indetto dall’Agenzia del Demanio Cammini e percorsi e la filosofia che lo ispirava era legata all’infrastrutturazione della ciclovia Vento, il progetto di un collegamento con pista ciclabile tra Venezia e Torino. La pista ciclabile nel territorio veneziano per ora non c’è. L’hotel, che nasceva idealmente dedicato a un turismo esperienziale per amanti delle due ruote, sembra ancora molto lontano.

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