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Hotel vuoti verso lo stop «A casa 7mila dipendenti»

Fonte: Il Gazzettino del 10-03-2020

Finestre serrate, hall deserte. I grandi alberghi di Venezia sono vuoti. Ieri erano ancora aperti, ma in una città spettrale. Fino a quando potranno resistere? Realtà più piccole, in centro storico come in terraferma, hanno già chiuso. «È una catastrofe» tuona il presidente dell’Ava, Vittorio Bonacini. «Entro un paio di settimane l’80% degli alberghi chiuderà – calcola il vicedirettore dell’associazione, Daniele Minotto – Il 90% dei dipendenti resterà a casa, in un settore che conta 8.000 dipendenti, senza contare l’indotto».

LE STIME

Dopo l’acqua alta del 12 novembre, il coronavirus è stata la seconda mazzata. E il decreto di domenica, che ha inserito Venezia tra le zone rosse, quella definitiva. «Questa è una fase concitata. Stiamo cercando di capire cosa fare – spiega Minotto – Certo l’ultimo Dpcm, bloccando l’ingresso delle persone a Venezia, non ci lascia margini di lavoro. Stavamo già lavorando per l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Ma se prima dovevano interessate un migliaio di lavoratori, ora i numeri cambiano totalmente. Passiamo dall’ipotizzata rotazione del personale alla chiusura totale delle strutture. Dal 20-30% al 100% del personale». Già un centinaio di alberghi sono in fase di chiusura. «Non è una procedura immediata. C’è chi ha ancora ospiti, anche se molti se ne sono andati». Ed ecco le stime di un 80% di alberghi chiusi, con un 90% di dipendenti lasciato a casa. Gli ammortizzatori, in questo settore, prevedono per le aziende con più di 5 dipendenti un fondo di integrazione salariale all’80% per 26 settimane. «Ma temiamo che l’arco temporale sarà lungo» avverte Minotto.

L’ACCUSA

Particolarmente arrabbiato Bonacini: «Oggi l’Italia sta sperimentando quello che Venezia e la sua economia sta vivendo dal 12 novembre. Vale per tutti i settori, ma in particolare per quello alberghiero dove le aziende sono allo stremo. Con principio di responsabilità verso i propri dipendenti, finora hanno garantito continuità impiegatizia. Cosa che non si può più fare. Ma questo io lo avevo già detto dopo il 12 novembre. Il settore va sostenuto, avevo detto, altrimenti ci saranno ricadute sociali. Nessuno ci ha ascoltato. E con l’economia è come con gli infarti: o li prendi al volo, o sei morto». Bonacini ricorda di aver chiesto al Governo la possibilità di estendere gli ammortizzatori sociali per le imprese sotto i 5 dipendenti, alla Regione fondi di rotazione per le locazioni degli alberghi con restituzione tra i 5 e i 10 anni… «Nulla è stato fatto. La cosa più drammatica è questa inerzia. E ora ci ritroviamo con una crisi che non passerà in sei mesi. Bisogna lavorare sul medio lungo periodo. Sono preoccupato anche per il bilancio del Comune che contava su una tassa di soggiorno che non ci sarà».

STANZE VUOTE

Praticamente vuoti gli alberghi, con qualche prima chiusura come quella del Sina Palazzo Sant’Angelo. Aperto il Bauer, il Centurion, così come i tre grandi hotel della catena Marriot: Gritti, Danieli e St. Regis. «Aperti e operativi nel rispetto delle normative – spiegano dalla Marriot – la priorità è il benessere di clienti e dipendenti». Quindi distanze di sicurezza e ristoranti e bar chiusi alle 18. Per cenare, solo room service. Intanto sono già state annullate tutte le penali per le cancellazioni sino al 31 marzo.

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