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I costi per la casa nell’epoca del Covid «Se ne va il 40 per cento del reddito»

Fonte: Il Gazzettino del 28-06-2020

Un questionario per esplorare le condizioni in cui si è rimasti a casa durante l’emergenza coronavirus, spiegando le difficoltà e i disagi vissuti. A proporlo è stato Ocio, l’osservatorio indipendente sulla casa (https://ocio-venezia.it), che cerca di far luce sulle condizioni abitative nel territorio comunale. E proprio sull’abitare a Venezia sono emerse alcune curiosità: «L’inchiesta #Comestaiacasa, promossa ad inizio aprile, ha voluto mettere in luce le diseguaglianze del vivere in casa», spiega Patrizia Veclani, la ricercatrice che ha effettuato l’indagine. Le risposte ricevute dall’associazione indipendente sono state 780: «I risultati confermano la crisi abitativa che dura da anni, che ha comportato l’espulsione dei due terzi dei residenti dalla città insulare che con tutta probabilità, in caso di affitti calmierati, sarebbero disposti a tornare a vivere in laguna. Al 50% ci sono proprietari di casa con mutui esauriti, mentre l’altra metà ha ancora mutuo o affitto con cui convivere. Nel 39% dei casi totali, le segnalazioni indicano che le spese sono alte o eccessive rispetto al reddito percepito», continua Veclani. Sin dal 2018, quando è nato, il gruppo indipendente vuole fornire uno sguardo sulle difficoltà abitative e sulla situazione oggettiva che si è creata nel territorio comunale: «È nato a seguito di una serie di incontri in cui ci siamo resi conto delle difficoltà nel ricostruire l’abitare a Venezia, si leggevano numeri ballerini nel cercare di capire la realtà da quando il Comune nel 2012 ha soppresso l’ Osservatorio casa del Comune». Così l’idea di mettere in piedi qualcosa: «Ci siamo fatti aiutare da alcuni docenti universitari e dagli esperti che erano occupati nell’osservatorio della casa del Comune di Venezia. Abbiamo fatto una serie di corsi su come leggere i dati e partendo da questo è nata l’iniziativa di ricerca e coinvolgimento nei quartieri» prosegue un altro attivista, Giancarlo Ghigi. 

Tornando all’analisi del periodo relativo al coronavirus i problemi economici sono risultati evidenti come chiarisce Veclani: «Il 29% afferma che le spese per la casa sono oltre il 40% del proprio reddito, a Venezia, sebbene quella eseguita da noi non sia un’indagine campionaria, questo indica che c’è un’elevata pressione della variabile reddito, ben più alta della media nazionale. Infatti, mentre qui il 29% fa questa affermazione, dai dati dell’Istat emerge che nel resto d’Italia questo valore si assesta all’8,2%». Il commento dell’attivista è chiaro: «C’è un forte scostamento che segnala un altrettanto forte problema di reddito rispetto ai costi di mutuo e affitto». E le ripercussioni sono state gravi: «Con il blocco è emerso che molti degli affittuari, ci risulta il 30%, tra quelli anche esposti con mutuo, hanno iniziato a non pagare alcune spese perché non erano in grado di arrivare a fine mese. Non sappiamo se oggi sia cambiata la situazione o continui su questa scia». Dal recente passato sono tante le informazioni analizzate e che si possono trovare sul sito: «Abbiamo osservato attentamente i bilanci dell’Ater, comprendendo quali sono i cantieri effettivamente aperti e quali lavori sono stati effettuati nelle abitazioni, tutto ricostruendo i conti dell’ente – conclude Ghigi – Oltre a questo è stata fatta una mappa dei tassi di occupazione delle abitazioni, soprattutto da quando Venezia si è airbnbizzata, in modo da capire quali sono i quartieri più occupati e le zone che resistono, anche se sarà da valutare cosa succederà adesso che la pandemia dovrebbe essere in fase calante».

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