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I ladri tornano alla scuola Stefani e rubano un divano e una stampante

Fonte: Il Gazzettino del 15-03-2020

Altro colpo alla scuola Stefani di Marghera. Due notti, due visite dei ladri (o meglio dei vandali) che questa volta, a differenza di quanto fatto nella notte di Pasqua, si sono orientati verso l’altro versante dell’istituto, quello che ospita l’organizzazione Save the children. A dare l’allarme, anche questa volta, il presidente del basket Giants, Maurizio Baroni. 

«Ho visto uscire una luce, pensavo che qualcuno l’avesse dimenticata accesa – spiega – e mi sono accorto che invece i ladri erano tornati. Con le stesse modalità, avevano forzato la porta e buttato all’aria tutto ciò che si trovava all’interno». Telefoni e computer danneggiati, porte forzate. I ladri avevano sabotato anche le centraline dell’allarme e, dopo aver cercato ovunque qualcosa da rubare, se ne sono andati con un divano e una stampante. «Ci siamo messi d’accordo con i vicini – continua Baroni – perché ci avvisino se vedono qualcosa di strano o sentono dei rumori provenire dalla scuola. Non è possibile andare avanti così». La notte di Pasqua era toccato alla casa dei Giants subire la visita dei vandali: presa di mira in particolare la segreteria. Un mixer, due microfoni senza filo, un vecchio pc portatile, qualche marca da bollo e una borsa medica, che dopo essere stata svuotata con ogni probabilità è servita per contenere la refurtiva: questo il bottino con cui i ladri si sono dileguati, lasciando dietro sé parecchi danni quantificati i 3-4mila euro.

«Altri furti, altri vandalismi da parte, probabilmente, degli stessi incivili e malavitosi dell’altra notte – aggiunge il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin – La modalità è la stessa. E lo stesso è il problema: la facilità, cioè, con cui questi malavitosi possono agire indisturbati perché il debole segnale d’allarme non è direttamente connesso a un pronto intervento. Nella più parte dei casi, poi, il sistema d’allarme è del tutto assente ed è del tutto probabile che, prossimamente, siano tali strutture – municipio, sede civica, servizi, biblioteca – bersaglio dei ladri. Ciò accade, ripetiamo, da quando il Comune ha sottratto alle Municipalità la possibilità di stipulare contratti anche in questo campo, contratti che prima prevedevano l’allarme diretto a centrali di pronto intervento. Un sistema, l’attuale e inadeguato, da cambiare al più presto».

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