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I sospetti di Brugnaro: «Chiarezza sulle morti»

Fonte: Il Gazzettino del 24-04-2020

Fare chiarezza sul numero delle vittime di quest’anno e raffrontandolo con quelle dell’anno precedente. A chiederlo è il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, esasperato per la situazione di clausura in cui la popolazione veneziana è tenuta e per le aziende che non hanno ancora riaperto. Una situazione che rischia di sfuggire di mano perché in ballo ci sono i bilanci delle aziende, posti di lavoro, la tenuta sociale del Paese. Lo sfogo di ieri parte da una constatazione partita dai dati relativi ai decessi in questa prima parte dell’anno, che già avevamo pubblicato sul Gazzettino. Tra l’1 gennaio e il 15 aprile 2020, con la pandemia da coronavirus a farla da padrone in maniera conclamata a partire dal 22 febbraio scorso, nell’intera area metropolitana di Venezia ci sono stati 2.940 morti: 37 in più rispetto ai 2.903 registrati nello stesso arco temporale del 2019, con un aumento dell’1,27%. L’incremento maggiore si è verificato nei Comuni più bersagliati dal coronavirus: Chioggia, Fiesso d’Artico, Portogruaro e San Donà di Piave.

VOGLIO VEDERE 

«Questa cosa sta prendendo un aspetto kafkiano – dice Brugnaro – con le ordinanze che prima chiudono tutto e poi aprono a singhiozzo. Che si apra tutto, con la prudenza del caso, a turno, ma che si apra. Adesso c’è gente che prega di aprire e intanto muore di fame. Conteremo quanti morti ci sono stati quest’anno e l’anno scorso. Magari è un bluff. Io sono stanco e qualcosa non turna sul numero dei morti. La malattia è stata contenuta? Bene, adesso bisogna ripartire. Invece di parlare dei morti, cominciamo a parlare dei vivi perché la gente no ghea vanta più».

DECRETI & ORDINANZE

Il sindaco punta il dito contro una serie di disposizioni, spesso arrivate nelle sue mani dopo essere state annunciate in conferenza stampa via social. «Nelle disposizioni è tutto a costo dei Comuni- lamenta – e vogliamo essere almeno informati prima, non da comunicati stampa. Oggi, a proposito, è arrivata l’ordinanza sulla riapertura dei cimiteri. E noi apriremo dalle 10 alle 18 a partire da martedì. San Michele, invece, riaprirà mercoledì dalle 10 alle 15 perché nel frattempo dobbiamo anche organizzare il trasporto».

CONTRO IL GOVERNO

Brugnaro se la prende soprattutto con il Governo, reo di aver annunciato provvedimenti e di non averli messi in pratica. «Dopo se la prendono tutti col sindaco, ma a chiacchiere il Governo non lo batte nessuno, il parlamento credo abbia fatto un voto in due mesi – ha aggiunto – Possiamo ottenere quella leale collaborazione precisata nella Costituzione? Neanche una mascherina ci hanno dato. Abbiamo dovuto comprarle noi in Cina». «Chiediamo disposizioni sanitarie univoche – conclude – in modo da capire come muoverci nelle prossime settimane. Disposizioni in calendario. Questo è compito del Governo, che ha 17 cabine di regia. Su scuole e asili bisogna sapere organizzarsi per igienizzare. Altrimenti accade come l’ultima volta, che il lavoro è stato fatto per niente dopo l’annuncio».

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