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Il blocco fa rinascere i negozi di vicinato

Fonte: Il Gazzettino del 31-03-2020

Se Covid-19 ha messo pesantemente in discussione a livello mondiale il modello economico della globalizzazione, a livello locale ha segnato la rivincita dei negozi di vicinato. Un po’ perché la gente deve stare in casa e non può spostarsi se non a poche centinaia di metri di distanza, e un po’ anche perché in molti supermercati c’è da fare la coda, i vecchi casolini sono tornati alla ribalta. Negli ultimi vent’anni avevano chiuso quasi tutti, uccisi dalla grande distribuzione che attorno a Mestre ha piazzato una delle più alte concentrazioni di ipermercati d’Europa, e in queste settimane invece stanno rinascendo: si tratta di fruttivendoli o gastronomie che si mettono a vendere anche altro, come i prodotti per l’igiene della casa, piccola cancelleria, o le macellerie che cominciano a tenere anche le uova e altri prodotti alimentari per, come dire, mettere insieme un pranzo e una cena per una famiglia. Se ne vedono sempre di più, di queste forme ibride in giro per i quartieri, soprattutto i più periferici, in terraferma e pure in centro storico e isole.

CAMBIAMENTO EPOCALE

È un cambiamento epocale, un ritorno al negozio di fiducia, al gestore che è anche un confidente perché abita nello stesso rione o sestiere, sarà da vedere se durerà anche dopo l’emergenza sanitaria o se sparirà assieme al virus. Per il momento questo ritorno dei negozi di vicinato contribuisce a far quadrare un po’ i conti anche alla logistica cittadina, come il centro di interscambio merci di San Giuliano dove una quindicina di aziende con circa 300 dipendenti sta lottando per mantenere in vita l’attività e il servizio che, nei tempi normali, assicura la fornitura del 40% delle merci a Venezia e alle isole. «I numeri sono chiari, abbiamo molte più richieste da fruttivendoli, alimentari rispetto a due mesi fa – spiega Francesco Tagliapietra portavoce del Consorzio degli operatori di San Giuliano -. E queste richieste sono spesso miste, cioè di confezioni di cibo e prodotti per la casa, soprattutto detergenti che naturalmente in questo periodo vanno tantissimo. Non riescono a compensare il calo del traffico che, per noi, è stato del 50%, ma ci aiutano e indicano una strada nuova». Allo stesso modo che il numero dei detergenti e dei prodotti medicali è schizzato alle stelle, così la quantità di bevande è scesa quasi a zero: «Vino, liquori per aperitivi, spine di birra, bibite hanno avuto un crollo verticale – conferma Tagliapietra . Tutti i rifornimenti per bar, locazioni turistiche, alberghi sono spariti, e anche per quasi tutti i ristoranti a parte quelli che si sono riconvertiti con le consegne a domicilio».

BULLONI E FAI DA TE

Poi c’è un altro settore che ha avuto un boom stratosferico, quello della ferramenta. Chiusi in casa, veneziani e mestrini si sono dati al fai da te. «Sì è vero, ma è un filone che si sta esaurendo non perché la gente abbia già aggiustato tutto quel che c’era da aggiustare ma perché i grossisti hanno chiuso – spiega il portavoce del Consorzio -. Un po’ di aziende liguri e piemontesi si erano fermate già due settimane fa e le altre hanno chiuso adesso con il decreto del Governo che ha bloccato tante attività ritenute non indispensabili». I ferramenta che hanno deciso di continuare a lavorare, così, vendono quel che rimane in magazzino perché gli approvvigionamenti sono diventati più difficili e, come per i casolini, anche questi esercizi sino diventati un misto mare che vende viti e bulloni assieme a prodotti per la casa. I trasportatori di San Giuliano si adattano al mercato, cercando di coglierne le tendenze, inoltre un po’ approfittano del periodo per fare manutenzione alle barche, i lunghi topi da laguna, e per fare servizi sociali: «Raccogliamo le spese dai supermercati e le andiamo a consegnare porta a porta ai cittadini, specie a Venezia, e facciamo consegne per l’Università e il Comune. Tutto per far lavorare i nostri dipendenti. Fino ad oggi siamo riusciti a non metterli in cassa integrazione, ora abbiamo presentato la richiesta ma cercheremo di fare in modo che sia il più breve e la meno pesante possibile».

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