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Il brand Venezia per tornare a sognare Veneto a caccia di 70 milioni di turisti

Fonte: La Nuova Venezia del 13-06-2020

Settanta milioni di turisti da riportare in Veneto, per rimettere in piedi un brand che vale 18 miliardi di Pil con 55 mila addetti, 35 mila dei quali rischiano il posto di lavoro. Luca Zaia e Federico Caner si affidano ai “mostri sacri” dello sport come Federica Pellegrini e Alessandro Del Piero e poi agli influencer star del web per lanciare il progetto “Veneto, the land of Venice”, una scommessa da vincere con 2,3 milioni di euro da spendere sui mass media italiani e internazionali. Chissà se anche Tom Cruise darà una mano: vuole girare un film d’azione sul Canal Grande e la giunta veneta intende scritturarlo per l’operazione rilancio. Dipende dal cachet. La generosità è sempre gradita, of course. E perché non rispolverare Sean Connery e Roger Moore, gli insuperabili James Bond che tra Venezia e Murano hanno regalato pellicole in dimenticabili prima di cedere lo scettro a Daniel Craig in Casino Royale?le star del cinemaNella lista delle star entrano di diritto anche Jude Law e John Malkovich protagonisti del “NewPope” di Sorrentino e le nomination si faranno a settembre, con la mostra del cinema a Venezia. La voglia di rilancio c’è tutta, perché dopo il Carnevale di febbraio in piazza San Marco ci sono soli i colombi e i gabbiani. Basta passeggiare tra le calli per scoprire l’amarcord della Venezia affollata come uno stadio, con il melting pot franco-tedesco che sovrastava il dialetto veneto nei campielli. Mentre sul litorale c’è profonda nostalgia della canicola estiva in riva al mare con il tutto esaurito da Bibione a Rosolina. Sul video della Protezione civile a Marghera, l’assessore Caner fa scorrere le immagini degli otto siti Unesco veneti e delle location che regalano immagini da favola. 

Ci sono i fenicotteri del delta del Po, con il parco naturale della laguna di porto Caleri tra Rosolina e Albarella salvati dal turismo di massa, un ecosistema che fa a gara con la celeberrima Camargue della Provenza. Mancano solo i campi di lavanda e le tele di Van Gogh.I fenicotterid del delta del po«Abbiamo scelto lo slogan “Veneto: the land of Venice” sicuri di parlare al cuore dei 50 milioni di turisti stranieri che ogni anno vistano le nostre spiagge, montagne e città d’arte. Gli altri 20 milioni sono italiani che potranno fare affidamento anche sul bonus vacanze previsto dal governo. Il ministro Franceschini ha scelto una formula pasticciata ma noi siano convinti di farcela: il 50 per cento degli operatori ha già acceso il motore, le prenotazione dall’estero stanno arrivando. Del resto, cosa c’è di più bello al mondo delle Tre Cime di Lavaredo? Il Veneto ha deciso di puntare sui mass media italiani ed esteri e poi sui social, con gli influencer arruolati come testimonial. Saranno loro a visitare gli alberghi, i ristoranti e le spiagge per poi elaborare le classifiche e interagire con i loro followers. La loro capacità di storytelling nel creare nuovi contenuti sarà decisiva. E’ una scommessa unica sul piano internazionale, che ci consente di dialogare con un segmento di pubblico molto particolare ed esigente. Tra gli influencer arruolati c’è anche la sorella di Chiara Ferragni, ma il dialogo sul web si farà con le mappe digitali e i percorsi tematici».

La lista è infinita: Bassano con il ponte di Palladio; le colline del Prosecco con il marchio Unesco; i casoni di Caorle e Bibione, le spiagge di Cavallino regalano vacanze a due passi da casa, in piena sintonia con le aspettative delle famiglie. L’80 per cento dei veneti interpellati ha detto che resterà in Italia e sceglierà le spiagge adriatiche e le Dolomiti. E poi abbiamo le città d’arte, con l’immenso patrimonio dei musei di Venezia, Verona e Padova, ma se dal 15 giugno il turismo si rimette in moto con i voli internazionali il bilancio può tornare largamente positivo», ha spiegato l’assessore al Turismo.lavorare d’agostoSarà possibile conciliare le vacanze con le fabbriche aperte anche d’agosto per scongiurare il crollo del Pil? Federico Caner è ottimista. In 5 anni ha creato una cabina di regia che sa dialogare con i grandi tour operator internazionali con un occhio di riguardo a Germania e Austria. La sfida da vincere è tutt’altro che semplice ma oltre ai 2,3 milioni di euro per la campagna di comunicazione affidata alla Moving di Milano, ci sono altri 15 milioni ricavati dai fondi Ue da destinare alle imprese. La ricetta per rialzare la testa è sempre la stessa: coraggio, fantasia e qualità dell’offerta. Agli alberghi arriveranno quasi 4 milioni: basteranno per brindare all’estate?

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