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Il Comune ora è in cerca di un accordo per i derivati legati a Cassa Depositi

Fonte: La Nuova Venezia del 31-03-2020

Comune di Venezia alla ricerca di una transazione nella causa – questa volta sul suolo britannico – per la stipula di contratti derivati. La vicenda non riguarda l’ormai annosa questione dei bond strutturati Canaletto, Rialto e Fenice sottoscritti a suo tempo con la banca d’affari statunitense Merrill Lynch – per un importo di circa 187 milioni di euro, che rappresenta oltre il 60 per cento del debito complessivo del Comune di Venezia – ma un’altra operazione, altrettanto spinosa. Quella dell’emissione di un prestito obbligazionario ventennale per oltre 31 milioni di euro finalizzato all’estinzione di alcuni mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti, al rifinanziamento di altre opere finanziate con mutui concessi dalla Cassa e poi oggetto di rinuncia e al finanziamento di interventi previsti dal bilancio di Ca’ Farsetti. 

Non a caso nel protocollo d’intesa sottoscritto tra Regione, Comune e Cassa Depositi e Prestiti per tutt’altro motivo, la ristrutturazione alberghiera dell’ex Ospedale al Mare – che deve ancora partire – si legge anche che «tra il Comune e Cassa Depositi la collaborazione avrà come oggetto anche il “Supporto finanziario al Comune” consistente in valutazione di azioni sullo stock di debito esistente nei confronti di Cdp al fine di liberare risorse finanziarie da utilizzare per l’estinzione anticipata di contratti derivati stipulati dal Comune, nonché per la realizzazione di investimenti e la valutazione di eventuali richieste di finanziamento da destinare a nuovi investimenti». Ma la Giunta in una delibera del giugno dello scorso anno aveva rilevato che «il nuovo derivato è stato negoziato sulla base di condizioni che hanno determinato una perdita per l’ente» e che le società britanniche con cui è stato sottoscritto «non hanno fornito al Comune tutte le informazioni necessarie a valutare la convenienza e l’adeguatezza delle operazioni». Di qui l’avvio di un’azione legale per chiedere il risarcimento dei danni subìti per via dell’esecuzione dei contratti derivati stipulati. Le due società B. spa e D.C. spa avevano presentato a loro volta la loro costituzione in giudizio di fronte all’Alta Corte di Giustizia di Londra per gli affari commerciali sostenendo che il Comune di Venezia era pienamente capace e autorizzato a stipulare i contratti d’acquisto di cambio del rateo d’interesse che i contratti sono validi e vincolanti, senza responsabilità da parte di chi li ha proposti. Ora Ca’ Farsetti si è affidata a uno studio legale britannico (già stanziati 80 mila euro per l’incarico) per difendere in quella sede le sue ragioni, ma ora anche per un parere legale sulle possibilità di vittoria in giudizio. 

Per valutare, appunto, se a questo punto non sia più conveniente raggiungere un accordo economico transattivo con le due società britanniche con cui ha sottoscritto a suo tempo i contratti derivati, per limitare i danni. Sul fronte invece degli altri derivati sottoscritti a suo tempo con Merrill Lynch, Ca’ Farsetti ha da tempo fatto causa per danni alla banca d’affari chiedendo un risarcimento di circa 5 milioni e 700 mila euro – nel giudizio di fronte al tribunale civile di Venezia – per i costi occulti dei due contratti derivati che aveva con essa sottoscritto. La Merrill Lynch ha proposto al Comune una transazione con cui il prestito sarebbe estinto e verrebbe riconosciuta una parte dei costi indebiti pesati sulle casse comunali. Il Comune – dopo aver sottoscritto i Bond Canaletto nel 2002 – quattro anni dopo, sempre su consiglio della banca d’affari, aveva rinegoziato il prestito per circa 69 milioni di euro e aveva sottoscritto un nuovo prestito obbligazionario – i bond Fenice – per circa 15 milioni di euro, affiancati da un contratto derivato con Merrill Lynch. Entrambi i prestiti hanno scadenza 2026.

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