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Il Comune per ora non cambia il bilancio anche con cinquanta milioni in meno

Fonte: La Nuova Venezia del 28-03-2020

Il Comune non modifica per ora il suo bilancio, nonostante, per i danni provocati dall’emergenza coronavirus soprattutto per quanto riguarda le entrate turistiche, manchino all’appello almeno 50 milioni di euro. La variazione di bilancio presentata ieri in videoconferenza in commissione consiliare dall’assessore Michele Zuin è infatti sostanzialmente la stessa preparata prima della crisi e gli emendamenti proposti dalla giunta in vista del consiglio comunale di giovedì prossimo, non modificano di molto il quadro economico complessivo, ma si limitano appunto a far slittare il pagamento di alcuni tributi come Cosap, imposta di pubblicità e – solo per alcune categorie specifiche – la Tari, mentre è convento lo stanziamento di 10 milioni di euro di contributi di Legge Speciale per il bando per il restauro degli immobili a favore dei residenti, anche se anch’esso slitterà di qualche mese, vista la situazione.Per far quadrare i conti, sconvolti dal ciclone coronavirus, il Comune si aspetta un aiuto dallo Stato, secondo le linee già anticipate dallo stesso Zuin. Sul piano delle imposte si chiede la registrazione del credito nei confronti del cittadino che non versa l’Imu, per non registrare una perdita di incasso, e che sia lo Stato a farsi carico del pagamento della Tari per i periodi di chiusura delle attività commerciali in seguito al virus.Per quanto riguarda invece le entrate, Ca’ Farsetti chiede ancora che sia Roma a garantire il finanziamenti del contratto di servizio di Actv, visto che il solo “buco” determinato dal calo degli introiti della navigazione sarebbe di circa 20 milioni di euro. Chiesta infine una norma che permetta ai Comuni di chiedere anticipi di liquidità alla Cassa Depositi e Prestiti per fare fronte alle minori entrate. In attesa che le risorse mancanti arrivino almeno in buona parte dal Governo e facendo conto anche sulle riduzioni di spesa già impostate, con la diminuzione ad esempio di corse e linee dell’Actv, per ora le cose si lasciano come sono, anche se la situazione resta pesante. Dei circa 36 milioni di euro di imposta di soggiorno, potrebbero arrivarne circa 5 e non più di tre milioni dalle Ztl bus che dovevano invece “produrne” una ventina. 

Naturalmente saltati anche i 5 milioni e mezzo di euro già messi a bilancio per l’imposta di sbarco, rinviata di un anno. In commissione il Pd ha chiesto che almeno una parte degli introti da avanzo di bilancio previsti per il Salone Nautico del Lusso – oltre un milione di euro – vengano stornati e destinanti all’emergenza, e anche che ci sia non solo una slittamento, ma una riduzione delle imposte comunali, perché poi comunque i cittadini si trovino a dover pagare tutta insieme una cifra più elevata. Il Comune, da parte sua per ora prende tempo, anche perché non è ancora chiara la durata e la dimensione della crisi economica provocata anche in laguna dall’emergenza coronavirus e i tempi di una possibile ripresa. La situazione di difficoltà non riguarda naturalmente solo Ca’ Farsetti ma anche le società partecipate. Non solo l’Actv, ma anche e soprattutto il Casinò, che con la chiusura non registra più entrate e ha già perso oltre 10 milioni di euro di introiti tra l’ultima parte di febbraio e il mese di marzo, senza concrete prospettive di poter riavviare la propria attività ad aprile. Una situazione di oggettiva difficoltà che rischia di avere delle conseguenze molto pesanti, che sono ancora tutte da valutare. Per questo, anche da Venezia, si aspettano di conoscere le misure straordinarie sul piano economico che il Governo intende mettere in campo, per cercare almeno di alleviare la situazione.

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