Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Il Covid-129 ha ucciso 147 imprese «Ma il conto vero arriverà fra 3 mesi»

Fonte: Il Gazzettino del 11-06-2020

Nei tre mesi segnati dal Covid-19, marzo-aprile-maggio, la provincia di Rovigo ha perso 147 imprese rispetto al trimestre precedente, da dicembre dello scorso anno a febbraio compreso, nei cui ultimi giorni ha fatto capolino la pandemia. Lo evidenzia uno studio della Camera di commercio di Venezia e Rovigo che ha confrontato l’andamento dei singoli settori economici. Complessivamente le sedi d’impresa scendono a Venezia di 84 unità, da 67.233 a 67.149, mentre la differenza si fa maggiore nel computo complessivo con Rovigo, con 231, da 91.181 a 90.950.

I SETTORI

Stando su Venezia, nell’ipotetico podio sui dati aggregati, il segno meno per 98 unità si ha alla voce commercio all’ingrosso e al dettaglio; – 35 per i servizi di alloggio e ristorazione; – 25 per l’agricoltura. Crescono, invece, di 43 le attività immobiliari, di 34 quelle di noleggio e di agenzie viaggio, di 20 le attività manifatturiere. Se si guarda alle singole attività di comparto, in numero assoluto il segno maggiormente positivo c’è anche per le riparazioni, manutenzioni e installazioni, +22, e nei servizi per edifici e paesaggio, +17. Più nutrito, al contrario, è il segno meno, che in generale si registra su 41 voci: – 74 per il commercio al dettaglio, -36 per le coltivazioni agricole e le produzioni dei prodotti, – 27 per il commercio all’ingrosso, – 20 per i servizi di ristorazione e -18 per la fabbricazione dei prodotti in metallo. Se il confronto si sposta sul piano percentuale, a crescere, tutte del 4,5%, sono la fabbricazione di prodotti chimici e di articoli in gomma e le stesse attività di riparazione, manutenzione e installazione. Il segno meno contraddistingue le assicurazioni e i fondi pensione, – 11,1%, i servizi postali e le attività di corriere, – 10,1%, le attività di programmazione e trasmissione nell’ambito dei servizi di alloggio e ristorazione, – 6,9%, le attività di risanamento e altri servizi di gestione, – 6,3%, e la fabbricazione di autoveicoli e rimorchi, -5,4%.

L’ANALISI

Questi i numeri nudi e crudi, che il segretario della Camera di commercio di Venezia e Rovigo, Giacomo De Stefani, legge così: «Perdere 84 imprese a Venezia e 231 con l’aggiunta di Rovigo, in un panel di migliaia di realtà, è un dato fisiologico. Il problema vero è come queste statistiche cambieranno tra tre mesi, quando inizieranno a farsi evidenti i contraccolpi della pandemia. Quante imprese, a settembre, saranno sopravvissute?». Le preoccupazioni sono concentrate sull’onda lunga che il blocco dispiegherà su tutti i settori. «Dopo quello che è successo osserva De Stefani serve una cura da cavallo. L’auspicio è che tutti gli strumenti attivati, dall’Europa allo Stato, fino a noi stessi con le iniziative di Confidi, possano rivelarsi utili a supportare le imprese. In questa fase la sfida è sopravvivere, riuscire a parere il colpo di quel che è successo per tre mesi e riuscire piano piano a ripartire». Il problema è che i consumi languono, perché molte persone hanno perso o visto contrarsi la capacità di reddito. «È come se fossimo tutti alla finestra conclude De Stefani Le imprese devono capire se, con o senza incentivi, i conti torneranno. Allo stesso modo ci sono tanti cittadini che, rimasti senza stipendio per un periodo, ora non possono più spendere».

CommentiChiudi Commenti

Lascia un commento

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.