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Il Cvn convince le imprese. Coi soldi niente soldi al Mose

Non è la soluzione, ma almeno una tregua che scongiura, per il momento, il fermo dei cantieri del Mose. «Abbiamo raggiunto un’intesa con gli amministratori del Consorzio Venezia Nuova – riferisce Devis Rizzo, il presidente di Kostruttiva, a nome anche delle altre imprese consorziate – Nel giro di un paio di giorni riceveremo dei pagamenti. Solo una parte degli arretrati, ma è un segnale concreto. E in questo momento difficile vogliamo apprezzare lo sforzo. Ci basta per continuare a lavorare». L’incontro atteso tra il comitato consultivo e gli amministratori era fissato per ieri pomeriggio. Per il Cvn c’erano gli amministratori Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola, in audio conferenza da Roma. Un paio d’ore di confronto sul solito tema: la crisi di liquidità del Cvn che ha lasciato a secco anche le imprese consorziate. Piccole e medie imprese – le uniche rimaste, dopo l’uscita di scena delle grandi – che non hanno la forza di continuare a lavorare senza essere pagate. Con fatture scadute per una decina di milioni, a fine gennaio avevano minacciato di bloccare i lavori se non fossero state pagate entro febbraio.

DUE MILIONI E MEZZO

Un ultimatum slittato ai primi di marzo, dopo l’intervento del commissario straordinario, Elisabetta Spitz, che la settimana scorsa aveva avuto un incontro piuttosto teso con gli amministratori, presente anche il rappresentante delle consorziate che avevano poi chiesto un nuovo confronto con il Cvn. Ieri gli amministratori hanno messo sul tavolo due milioni e mezzo da versare alle imprese subito: entro domani. Solo una parte del dovuto, certo, ma che le consorziate hanno accolto come un segnale positivo, sufficiente per mettere da parte la minaccia di bloccare i lavori alle bocche di porto. «Sia chiaro, si è risolto solo il problema imminente, quello del fermo cantieri – precisa Rizzo – Ora contiamo che ci siano le condizioni perché i lavori riprendano e così i pagamenti». Ora nelle casse del Cvn ci sarebbe una decina di milioni. Sono stati pagati gli stipendi di febbraio, se pur in ritardo. Il commissario Spitz, insieme al provveditore Cinzia Zincone, sta lavorando ad un’accelerazione dell’arrivo dei soldi da Roma. Ma resta la tensione di fondo con gli amministratori del Cvn, sulle modalità con cui gestire questi soldi. Visioni diverse in uno scontro che sembra destinato a replicare quelli del passato.

IL COMITATONE

A complicare il quadro sul fronte della salvaguardia, c’è anche il coronavirus. L’atteso comitatone in cui si doveva parlare di grandi navi, ma anche di Mose, è slittato ulteriormente. Già spostato dal 4 al 12 marzo, sempre a causa del Covid-19, ora è stato spostato nuovamente, ma a data da destinarsi.

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