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Il Demanio vuol cedere il palazzetto il Comune cita a giudizio l’Agenzia

Fonte: La Nuova Venezia del 05-03-2020

L’Agenzia del Demanio vuol vendere il Palazzetto dello Sport dell’Arsenale, rivendicandone la proprietà statale e ben decisa ad inserirlo nella Finanziaria tra i beni alienabili. Non solo: chiede al Comune – con due diversi atti di ingiunzione – di pagare oltre 1,8 milioni di indennità di occupazione per l’utilizzo dell’impianto. Il contenzioso è ricostruito nella delibera, con la quale nei giorni scorsi la giunta – dopo aver invano tentato di “far ragionare” il Demanio – ha infine deciso di affidare il caso all’Avvocatura civica, con un mandato ben specifico: citare a giudizio l’Agenzia davanti al Tribunale civile, per stabilire una volta per tutte la proprietà del palasport e contestare le «ingenti somme richieste a titolo di indennità di occupazione». Il palazzetto dello sport “Giobatta Gianquinto” è stato realizzato dal Comune (a spese dell’amministrazione) nel 1978: all’ingresso, una targa ricorda la giornata più memorabile, quella dei 70 punti segnati contro Bologna da Dražen Dalipagić, con i colori della Reyer. Era il 1987. Qui ogni giorno i ragazzi delle scuole veneziane si alternano per le ore di educazione fisica, si susseguono gli allenamenti di pallavolo e quelli di basket, nella struttura gestita da Cus Venezia e Virtus Venezia, Polisportiva Scorpio, Tennistavolo Venezia, Hockey Club Venezia , Ginnastica Artistica Veneziana, Old Basket Venezia, Us Carmini, associazione La Fenice.

Il contenzioso ha avuto improvvisamente inizio nel marzo del 2016, quando in Comune è arrivata la prima cartella con la quale il Demanio ha chiesto oltre un milione di euro «a titolo di indennità di occupazione del bene “Panifici militari della Marina”». L’amministrazione contesta la cartella. Il Demanio la conferma. Nell’aprile del 2019, il Comune si dice – semmai – disponibile al pagamento delle indennità di occupazione del solo sedime, chiedendo per altro di acquistarlo nell’ambito del Federalismo demaniale. Per tutta risposta, l’Agenzia non solo respinge al mittente ogni richiesta, ma afferma che non solo il sedime, ma anche il palazzetto è di proprietà statale e ne annuncia l’imminente inserimento nei piani di vendita della Legge Finanziaria. In più presenta un ulteriore conto da 815 mila euro, per l’occupazione dal 2015 al 2019. Lo scontro è totale. Ricordando che mai prima del 2016, il Demanio aveva avanzato alcuna richiesta e ricordando che il Palasport di Venezia è stato costruito a spese del Comune, Ca’ Farsetti porta l’Agenzia del Demanio davanti ad un giudice. 

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