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«Il futuro del porto rimane legato allo scavo del canale»

Fonte: Il Gazzettino del 23-03-2020

«Di questo passo, il porto potrà sopravvivere all’epidemia ma finirà giocoforza per soccombere a causa del mancato escavo del canale che conduce dalla bocca di San Felice alle banchine di Val da Rio». Sono parole di Alfredo Calascibetta, presidente del Comitato per il rilancio dello scalo clodiense. «E’ vero conferma che l’imbarco e lo sbarco di materiali poveri alla rinfusa e dei prodotti siderurgici procedono come sempre. E’ altrettanto vero, però denuncia – che manca tutto il resto. I numeri sono impietosi». Nel gennaio scorso, rispetto allo stesso mese del 2019, i traffici hanno registrato un crollo stimabile fra il 60 ed il 70 per cento. In febbraio, addirittura del 90 per cento.  «Nel corso delle prossime settimane prosegue il professionista sarà peggio ancora. La sospensione delle lavorazioni imposta dal Governo alla quasi totalità delle aziende italiane renderà, infatti, superflua ogni importazione ed, ovviamente, non ci sarà nemmeno più niente da esportare. Le imprese portuali sono ormai al collasso. Premesso che ben poco di concreto può essere fatto a contrasto degli effetti del Coronavirus sull’economia, è tragico dover constatare che nel frattempo, almeno fino a ieri, ottenuto il via libera del Comitatone, l’iter per l’attuazione degli escavi ha finito per impantanarsi, non si sa come o dove, e che nulla si è nel frattempo saputo nel merito dei lavori sul Ponte delle Trezze, lungo la Romea. 

Intervento che, stando all’Anas, avrebbe dovuto aver inizio nei giorni scorsi. Sta di fatto che, proprio a causa di queste ultime circostanze, lo scalo di Chioggia ha finito per essere cancellato dai porti di riferimento delle società armatoriali le quali, comprensibilmente, non hanno potuto far altro che dirottare i traffici residui verso altre mete». Calascibetta riferisce d’aver tentato ripetutamente, ma invano di ottenere qualche ragguaglio dagli uffici e dalle autorità. «Ad ogni mia telefonata assicura hanno sempre fatto seguito scuse e rimpalli motivati dall’indisponibilità di Tizio oppure di Caio, assenti od impossibilitati per Covid 19. Giustificazioni, queste, assolutamente incomprensibili a fronte della necessità di predisporre tutto affinché il porto possa prontamente riprendersi non appena l’industria nazionale ricomincerà a produrre merci destinate all’esportazione. Comunque sia, per quanto riguarda il ponte, riterrei quantomai opportuno che i lavori avessero inizio immediatamente».

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