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«Il Mose sarà completato a luglio»

Fonte: Il Gazzettino del 01-05-2020

«I soldi per finire il Mose ci sono e sono sufficienti. Il Consorzio, nel quale non sono più rappresentate le imprese originarie, che non esistono quasi più, deve rapidamente arrivare alla conclusione: era nato per la progettazione delle opere, ritengo debba naturalmente essere messo in liquidazione nel momento in cui queste sono concluse ed entrano a regime. La forza lavoro che va tra le 220 e le 280 unità sarà ricollocata e mantenuta nel medio periodo».  Così il commissario per il Mose Elisabetta Spitz, ieri mattina, in un concentrato di un’ora e mezza in streaming con la seconda commissione regionale, in una audizione richiesta dal Pd per conoscere lo stato dell’arte, l’iter di completamento, la messa in funzione e la gestione della grande opera. Appuntamento richiesto tra l’altro alla luce dell’acqua alta del 12 novembre scorso.

I DUBBI, LE DOMANDE

Ventiquattro le domande trasmesse in anticipo dai consiglieri, sulle quali Spitz si è preparata, tenendo a debita distanza le polemiche innescate a livello nazionale da Pd e 5 Stelle, come il settimo atto aggiuntivo e rinviando altri a successivi approfondimenti, ad esempio, il tema delle consulenze sollecitato dal Pd, sul quale Spitz è stata sintetica: «Oggi -ha detto – non sono in grado di rispondere, mi riservo di farlo nel tempo». Il commissario ha fatto riferimento a un cronoprogramma scaduto due anni fa sul quale si è in importante ritardo, e a uno nuovo, che non è stato ancora approvato dal Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato alle Opere pubbliche. 

I TEMPI

In ogni caso, importanti le garanzie sui tempi: entro il 30 giugno potranno essere concluse tutte le opere per il sollevamento delle barriere in emergenza: «a luglio ha detto – dovremmo essere in grado di effettuare tutte le prove di funzionamento dell’intero sistema delle barriere. In queste settimane si stanno completando gli allacciamenti dei secondi compressori, per completare la parte meccanica. Mi sento di rassicurare tutti: entro l’estate potremo alzare tutte le paratie in modo sincrono e in autunno credo proprio che saremo in grado di affrontare le emergenze». 

«Tutto il Mose – ha precisato ancora – è impostato su due gallerie parallele sotterranee, che replicano l’una all’altra. È necessario avere la duplicazione degli impianti in caso di situazioni di emergenza. A partire da luglio tutte le opere principali sono concluse, non sono completati invece gli allacciamenti di tutti impianti nella seconda galleria di ridondanza. Noi siamo in grado di far funzionare le barriere in contemporanea da luglio, ma è necessario continuare a lavorare per completare queste seconde. A seguire, da luglio è necessario completare le opere della control room’ generale che assomma tutte le control room delle singole barriere», E se il consigliere Pd Bruno Pigozzo aveva esordito sottolineando che «da due anni nel documento di economia e finanza regionale è stato chiesto di attivare una Authority istituzionale, composta da Ministero, Regione, Città Metropolitana di Venezia e Autorità Portuale per uscire dal commissariamento del Consorzio Venezia Nuova» Spitz ha dichiarato, tra le righe, che «manca una decisione sulla gestione delle barriere in fase di avviamento. Immagino che su questo le istituzioni stiano lavorando sulla base di input da parte anche delle istituzioni locali, e credo si stia ragionando sulla creazione di un’authority istituzionale, un soggetto pubblico che possa subentrare al Consorzio Venezia Nuova e che abbia la responsabilità dell’avviamento e della gestione delle barriere ma non solo, di tutti gli interventi connessi alla movimentazione e degli interventi previsti in laguna. Ad oggi il bottone però lo preme il Cvn». Ma nulla di più preciso.

I SOLDI

A proposito delle risorse, Spitz ha precisato che ad oggi su 5493 milioni ne sono stati erogati 5063: 420 milioni sono già disponibili per il completamento delle opere relative alle barriere, ma c’è l’impegno a recuperare ulteriori risorse che potranno derivare dai risparmi per minori interessi sui finanziamenti, anticipati per l’esecuzione dell’infrastruttura. Un comitato congiunto tra Ministero delle Infrastrutture e Ragioneria dello Stato ha calcolato che tali interessi ammontano ora a 530 milioni, che potranno garantire l’avviamento dell’opera» Soddisfatto il consigliere 5 Stelle Manuel Brusco per la notizia dei finanziamenti per pagare le aziende, ma ha anche sottolineato l’incertezza sul cronoprogramma e la preoccupazione perché «ancora non è operativo e anzi, nemmeno è formato, un organismo centrale di gestione dell’opera : non si sa chi dovrebbe decidere sull’entrata in funzione delle barriere». E ancora, «il dato più grave: l’assoluto silenzio sul programma di compensazioni ambientali, senza il quale si rischiano ripercussioni pesantissime sulla condizione dell’intera laguna».

LE REAZIONI

Il Pd si è augurato di poter ascoltare in tempi brevi anche il Provveditore alle Opere Pubbliche Cinzia Zincone, i referenti delle imprese costruttrici e del Centro maree, chiedendo ulteriori garanzie sul fatto che in autunno le paratoie siano funzionanti.«Resta da chiarire la questione dei pagamenti: ci preoccupa sapere che le risorse ci sono, ma il Consorzio fatica a saldare le imprese per problemi interni, è una situazione inaccettabile. In merito attendiamo a breve una relazione puntuale, annunciata dal commissario Spitz. Se i finanziamenti a disposizione sono sufficienti, deve esserci la garanzia dei pagamenti».

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