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Il piano dell’associazione San Marco “Ombrelloni apperti fino a Pasqua”

Fonte: Il Gazzettino del 28-05-2020

Era il 4 marzo quando l’Associazione Piazza San Marco lanciava la sua iniziativa per non morire e richiamare i veneziani nel loro salotto. L’idea suonava più o meno così: «di qui a fine mese prendi un aperitivo tra le 17 e le 20 e l’altro lo offre la ditta». Ci avevano provato. Venezia all’epoca era ancora zona gialla e nessuno sapeva che il sabato successivo sarebbe stata inserita tra le quindici zone rosse per poi venire inghiottita dal lockdown. Giù le serrande e arrivederci a prima o poi. Ora che quelle serrande si possono rialzare, sul piatto c’è un’altra questione al momento irrisolta: la richiesta dei caffè della Piazza alla Soprintendenza ai Beni culturali di poter installare degli ombrelloni per lavorare anche nelle ore più calde. Richiesta su cui si attende una risposta da due settimane. 

L’IDEA

«Visto il periodo problematico – esordisce Claudio Vernier, presidente dell’Associazione Piazza San Marco e titolare del caffè Al Todaro – abbiamo chiesto all’amministrazione di poter installare solo per questa stagione degli ombrelloni per arrivare a Pasqua 2021 senza troppi danni. Veniamo già da una situazione difficile, iniziata con l’acqua alta di novembre». L’idea è di sfruttare gli ombrelloni anche in inverno, installando sul supporto in metallo anche dei ventilatori o riscaldatori. 

TUTTO AMOVIBILE

La mail al Comune con un rendering firmato dall’architetto Giovanna Fanello è stata inviata due settimane fa.  Ca’ Farsetti ha dato il suo benestare in una delibera e inoltrato la richiesta all’architetto Ilaria Cavaggioni, responsabile dell’area Marciana per la Soprintendenza. Da quel momento è tutto fermo anche perché per Piazza San Marco non vale la deroga prevista dal comma 3 dell’articolo 181 del Decreto Rilancio che bypassa l’ok della Soprintendenza per installazioni in altri luoghi vincolati. Intanto i caffè della Piazza, forti di un plateatico più ampio e gratuito fino a fine anno come previsto dal Comune, provano a ripartire: il Todaro l’ha già fatto e domani tocca al bistrot Il Quadrino, finito al centro di un post Facebook del sindaco Luigi Brugnaro. Chiusi invece il Florian e il Quadri.  «Piuttosto che ingrandirci in maniera spropositata – continua Vernier – sarebbe meglio ci fosse una soluzione uniforme. Siamo i primi che teniamo al decoro della Piazza e nella richiesta ci siamo ispirati ai quadri del Canaletto. Con l’estate calda, a mezzogiorno non si lavora. Se poi, per rispetto delle distanze anti-Covid, anche dentro non si riesce a lavorare, si crea un danno economico sui dipendenti e sulle imprese». Insomma, tagli. La storia però non è favorevole: anni fa un’analoga richiesta era stata bocciata. «Ora servono per lavorare – puntualizza il presidente dell’Associazione – I caffè sono un punto di richiamo d’aiuto per l’attività della Piazza stessa». Vernier si spinge un po’ più in là. «Se potessimo delimitare i nostri plateatici con plexiglas o corde sarebbe possibile spostare il lavoro all’esterno. Tutto sarebbe amovibile e fatto con la Soprintendenza. Sediamoci attorno a un tavolo».

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