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Il porto a rischio paralisi, l’Anas trovi alternative

Fonte: Il Gazzettino del 08-03-2020

«É inconcepibile che ancora una volta nessuno ci abbia consultati. Prima di dar corso agli indifferibili lavori di consolidamento del ponte sul Canale delle Trezze, l’Anas dovrebbe immediatamente adottare alcuni provvedimenti di sicura efficacia affinché lo scalo mercantile di Val da Rio possa continuare ad operare. Ne va della sua sopravvivenza».

RABBIA

Il presidente del Comitato per il rilancio del porto Alfredo Calascibetta teme il peggio: «Nemmeno stavolta, nonostante esplicite richieste, ci hanno contattati in vista dello studio di percorsi alternativi e soluzioni temporanee finalizzati all’alleggerimento del traffico lungo la Romea. Innanzitutto l’Anas e le amministrazioni locali dovrebbero pretendere dai gestori autostradali la riduzione temporanea dei pedaggi per i mezzi pesanti in transito tra Venezia, Bologna e Roma. Non esiste altro modo per indurre un buon numero di camionisti a non servirsi della Romea». Gli sconti, per il Comitato per il rilancio del porto, dovrebbero essere calcolati in maniera tale da rendere antieconomico l’allungamento dei tempi di guida, pensando in particolare agli autisti dell’Est europeo che sono i meno propensi a percorrere le autostrade. É un dato di fatto che, piuttosto di pagare le tariffe italiane troppo care a fronte dei loro modesti stipendi, questi camionisti preferiscono starsene al volante assai più a lungo.  «Purtroppo rammenta Calascibetta il Clodiense non dispone di alcuna viabilità alternativa adatta ai mezzi pesanti. Per questo l’Anas dovrebbe farsene carico». Il portavoce degli operatori portuali liquida, dunque, l’eventuale ricorso al percorso ad anello fra Valli e Brondolo, opzione ritenuta sconsigliabile anche dai Vigili del fuoco e dalla Polizia locale per le piccole rotonde che non si prestano al transito degli autotreni: qualora un grosso camion dovesse guastarsi nel ben mezzo di una curva, la paralisi totale del traffico tra Venezia e Ravenna sarebbe immediata. Rimarrebbero bloccati perfino i mezzi di soccorso. «L’anello, improponibile per i mezzi pesanti riprende Calascibetta potrebbe invece essere sfruttato con successo dalle sole autovetture. Aggirando il collo di clessidra sul ponte delle Trezze, non andrebbero ad imbottigliarsi al semaforo del senso unico alternato, mettendosi in coda con i camion. Comunque sia, dovrebbe essere garantito il passaggio dei veicoli da 40 tonnellate. Tutto conclude – si risolverebbe con l’installazione di qualche vistoso cartello, indicante l’alternativa». In ultima analisi, secondo gli operatori internazionali, qualora l’Anas non riuscisse ad imporre i provvedimenti suggeriti, il porto andrebbe incontro alla paralisi. Il personale delle agenzie ed un centinaio di lavoratori addetti alla movimentazione dei carichi potrebbero correre il rischio di rimanere senza stipendio fino al completamento dei lavori.

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