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Il sollecito della Cna: «Riaprire al più presto»

Fonte: Il Gazzettino del 06-04-2020

Il collasso dell’economia e la proliferazione della criminalità. A paventare questo scenario è la Cna veneziana (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola media impresa), che propone la riapertura fra 15 giorni delle aziende in grado di garantire la sicurezza dei lavoratori. «La disperazione delle pmi potrebbe essere un assist per usura e malaffare – dice il presidente metropolitano Giancarlo Burigatto – Prepariamoci a far ripartire quelle realtà costrette all’inoperosità forzata. L’alternativa è secca: tornare a produrre o abbassare le saracinesche per sempre».  Burigatto chiarisce come questa non sia una volontà «irresponsabile» che sottovaluta «il bene primario della salute», in quanto rivolta esclusivamente alle attività attrezzate per ottemperare alle misure igienico-sanitarie vigenti. In questo senso Cna fa sapere di aver avanzato una proposta al sindaco Brugnaro, chiedendo espressamente che «il coordinamento tra Città metropolitana, comuni e parti sociali garantisca un servizio di informazione per le aziende sulla pronta e continua reperibilità dei dispositivi di protezione».

CREDITO BANCARIO DIFFICILE

Burigatto pone l’accento anche sulle difficoltà di accesso al credito bancario, «un invito a nozze per infiltrazioni criminali». Per questo motivo la Confederazione ritiene «indispensabile riprendere un controllo capillare del territorio, un serio e sistematico contrasto ad abusivismo, lavoro nero e tutto il torbido che potrebbe emergere in situazioni anomale, confuse e drammatiche come queste».  Ad alzare la voce anche Coldiretti Veneto: «O si tolgono i divieti o si pagano i danni subito». L’analisi rivela un comparto completamente a terra, costretto a distruggere piante e fiori preparati nei mesi scorsi per essere venduti a primavera, periodo in cui si concentra il 70% del bilancio annuo, caricato già di tutte le spese.Le perdite sono stimate in centinaia di milioni, «Il settore è in ginocchio – dichiara il presidente Veneto Daniele Salvagno – l’ordinanza di Zaia che impone la chiusura dei Garden rischia di essere fatale per 1500 aziende». Dopo la concessione da parte del Governo circa la vendita di semi, piante, fiori ornamentali, è arrivato lo stop della Regione, mitigato dalla riammissione della manutenzione del verde. «Ora si può solo acquistare telefonicamente e ordinare online, con la consegna a domicilio», ricorda Salvagno. Coldiretti chiede chiarezza: «I florovivaisti si adeguano ma si aspettano certezze sui risarcimenti».

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