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«Il take away non basta siamo tutti alla canna del gas»

Fonte: La Nuova Venezia del 26-04-2020

La verità è che siamo alla canna del gas, l’ordinanza regionale che consente la vendita del cibo tramite il take away è una piccola goccia che non andrà a coprire l’enorme buco dei fatturati di bar e ristoranti. È estremamente critico Ernesto Pancin, direttore dell’Aepe sulla situazione che stanno vivendo i suoi 3.500 associati nel territorio comunale. «Il fatto che, dopo il delivery, sia stato autorizzato il take away, previa prenotazione telefonica o via web, non è negativo, ma certo non copre le spese che stanno avendo tutti i bar e i ristoranti. È un servizio che diamo ai cittadini soprattutto in considerazione del fatto che ora riapriranno gli uffici. Ma, per il resto, siamo condannati al “fine pena mai” senza avere peraltro alcun aiuto da parte del Governo». 

Cosa pensa dei 600 euro che stanno arrivando? 

«Mi viene da ridere. È impensabile che possano bastare a fronte di decine di migliaia di euro d’investimenti. Finora, nonostante le promesse del Governo, non abbiamo visto niente e le scadenze fiscali restano. Altri Paesi, come la Germania, hanno dato alle imprese 9.000 euro una tantum, una cifra che non ha confronti rispetto alle nostre. Non si riesce a capire perché l’Italia riesca a ottenere così poco in Europa». 

La considera plausibile la data del 18 maggio come possibile riapertura degli esercizi pubblici? 

«Qui tutti parlano a vanvera, ognuno dice il contrario di tutto. Il presidente Consiglio si è attorniato da 15 comitati, formati in tutto da 400 esperti. E, allora, mi domando a cosa servono i ministri? Sto cercando di non guardare i telegiornali perché davvero non si capisce più nulla». 

Che misure si dovrebbero rispettare fra tavolo e tavolo? C’è chi parla di quattro, altri di due metri…

«Anche qui ho sentito parlare a sproposito troppa gente: si crea solo confusione. Al momento non ci sono regole, quando le sapremo cominceremo ad attrezzarci. Tutti stanno navigando a vista. Speriamo solo che le regole siano dettate dal buonsenso. Un altro auspicio è che, quando riapriremo, ci siano i clienti. A Venezia di turismo ce ne sarà ben poco, per la maggior parte ci sarà un mercato domestico». 

Quando ci sarà la sospirata riapertura è possibile che qualcuno tenga abbassate le serrande? 

«È possibile purtroppo. Lo Stato è il grande assente, gli imprenditori non sono stati aiutati e non mi meraviglierebbe che fossero costretti a lasciare a casa i loro collaboratori. Collaboratori che, del resto, per la maggior parte dei casi, devono ancora ricevere i compensi della cassa integrazione».

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