Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

«Il turismo porta illegalità» L’atto di accusa del generale

Fonte: La Nuova Venzia del 27-02-2020

Traffici illeciti e fenomeni di «illegalità economico-finanziaria». Evasione fiscale, lavoro nero, capitali di cui non si sa la provenienza. E un mercato «poco trasparente e poco controllabile». Il grido di allarme arriva dal generale Giovanni Avitabile, comandante della Guardia di Finanza di Venezia. Ieri davanti alla commissione Ambiente della Camera, l’alto ufficiale ha denunciato senza mezzi termini i rischi dell’overtourism. Lo aveva detto il 3 novembre in una intervista alla Nuova. «L’avvento del turismo di massa a Venezia», ha ripetuto ieri Avitabile, «sta generando condotte illecite e diffuse. Frequente anche la deriva di attività ricettive come le locazioni turistiche. «Vanno regolamentate», ha detto il generale, «non solo perché hanno snaturato il tessuto sociale della città, ma soprattutto perché alimentano un mercato poco trasparente». Per contrastare questo fenomeno diffuso, un mercato enorme di capitali «in nero», Avitabile ha chiesto l’introduzione di «strumenti adeguati per garantire controlli più efficaci e veloci». Per infrangere il muro delle società che cambiano e dell’economia sommersa.

È stato il momento centrale dell’audizione convocata ieri mattina a Montecitorio nell’ambito dell’indagine conoscitiva per l’esame della proposta di Legge Speciale presentata da un gruppo di deputati, tra cui il veneziano Nicola Pellicani. Ha parlato anche il presidente dell’Autorità portuale Pino Musolino. Chiedendo garanzie sull’operatività del porto, anche in vista dell’entrata in funzione del sistema Mose. «Il numero delle chiusure con l’aumento del livello del mare potrà mettere a rischio l’attività dello scalo veneziano», denunciano gli esperti, a cominciare dall’ingegnere idraulico Luigi D’Alpaos. Il «rimedio» inventato nei primi anni Duemila dal Consorzio di Mazzacurati e dal Comune guidato da Paolo Costa si è rivelato inutile. La conca di navigazione costruita a Malamocco (costo 330 milioni di euro più una trentina per sistemarla) non basta per far passare le navi di ultima generazione. Danneggiata e «troppo piccola». Infine il procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin. Ha ricordato i gravi dannai subiti dalla Basilica con le ultime acque alte, in particolare con quella eccezionale del 12 novembre, con la marea salita fino a 187 centimetri sul medio mare. In attesa del Mose («Quando entrerà in funzione? E funzionerà mai? si è chiesto il primo Procuratore), occorrono fondi per riqualificare la Basilica (almeno 30 milioni di euro). Ma anche risorse adeguate per la manutenzione dell’immenso patrimonio ecclesiastico della città. 85 milioni di euro per le 140 chiese della città storica e delle isole.

Percorso che continua, quello della nuova Legge Speciale. Che dovrà affrontare nuovi temi sul tappeto rispetto alle prime Legge Speciali, quella del 1973 e quella del 1984, incentrate sulla salvaguardia fisica. «Problemi che vanno affrontati in modo unitario», dice Pellicani, «la messa in sicurezza e il restauro della Basilica di San Marco e gli investimenti sul patrimonio artistico monumentale della città, l’operatività del porto che garantisce 20 mila posti di lavoro». E, infine, quello che è stato sollevato oggi dal generale Avitabile. Cioè «la regolamentazione del turismo, che significa anzitutto investire sulla legalità e la trasparenza, contrastando fenomeni di illegalità sempre più diffusi». —

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.