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«Impianto di Fusina, un errore rifiutare la Via»

Fonte: Il Gazzettino del 30-04-2020

«Il ministero sbaglia, è un grave errore rifiutare di ricorrere alla Valutazione di impatto ambientale nazionale per il progetto del nuovo inceneritore di Fusina». Gianfranco Bettin non usa mezzi termini, e critica pesantemente la scelta del Governo e del Ministero dell’ambiente di respingere la richiesta avanzata da associazioni e comitati che chiedevano, appunto, di portare all’attenzione della Via statale il tanto contestato progetto del nuovo impianto di Fusina. 

«Data la complessità e la portata del nuovo impianto – continua il presidente della municipalità di Marghera – sarebbe stata invece opportuna. Avrebbe anche sottratto il monopolio della decisione in merito a una governance politica locale e regionale che non ha mai nascosto la propensione a ricorrere all’incenerimento come scorciatoia per risolvere questioni di smaltimento e problematiche economiche, nonché a fare di Marghera una sorta di polo in cui concentrare gli impianto che sarebbe scomodo collocare altrove». Il timore di Bettin è che qui si concentri «la pattumiera del Veneto», contraddicendo nei fatti «le pratiche più virtuose sviluppate negli anni scorsi: chiusura dell’inceneritore di rifiuti urbani, aumento della differenziata, evoluzione verso l’economia circolare e verso il distretto del riciclo. Anche per questo, la decisione del Ministero per l’Ambiente è un grave errore. E anche per questo, dunque, è ancor più necessario che si evitino forzature nel percorso autorizzativo e decisionale a livello locale e regionale: in una situazione in cui, a causa dell’epidemia, la partecipazione della cittadinanza è, di fatto e per legge, impedita non si devono operare forzature e ogni scelta va rinviata a un tempo in cui ognuno di noi – cittadini, comitati, associazioni e istituzioni – potrà essere libero di partecipare attivamente».

Sulla questione era inervenuta anche la consigliera regionale del M5s Erika Baldin. «Non lascerò nulla di intentato. La mia azione sarà di supporto ai comitati ambientalisti e di continuo pungolo politico, seguendo passo passo gli atti ufficiali che ho compiuto in questi mesi». Intanto il fronte di comitati e associazioni, che giudica «assurda e irricevibile» la comunicazione del ministero, ha deciso di appellarsi al garante della privacy contro l’iniziativa del gruppo Veritas, promotore del progetto, che nei giorni scorsi aveva inviato agli utenti un sms per illustrare i benefici del nuovo impianto.

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