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Imprese edili in ginocchio «Il peggio arriverà in autunno»

Fonte: Il Gazzettino del 09-07-2020

Una zona a burocrazia zero per liberare i progetti delle imprese. È la proposta della Fondazione Think Tank Nord Est, che nei giorni scorsi ha promosso un indagine sul settore dell’edilizia, la cui ripartenza dopo il lockdown resta piena di incertezze. Secondo lo studio, che si basa sulle interviste realizzate ad un campione di 150 imprese tra Veneto e Friuli Venezia Giulia (più di 80 quelle del Veneto Orientale, ndr), meno di una ditta su cinque prevede di non trovarsi in difficoltà tra fine 2020 e inizio 2021. La metà delle aziende opera su un orizzonte temporale che non supera i tre mesi: il 18 per cento ha commesse per due mesi, mentre il 14 per cento solamente per un mese. Si preannunciano dunque mesi difficili per l’edilizia: il 37 per cento ritiene che le criticità cominceranno tra settembre e ottobre, il 50 per cento teme soprattutto i mesi di novembre e dicembre. In queste valutazioni pesano le scadenze fiscali, rinviate in piena emergenza, una stagione turistica decisamente sottotono, ma anche il possibile ritorno del Covid-19. 

Il 31 per cento delle aziende si attende una riduzione del fatturato compresa tra il 21 e il 40 per cento; il 17 per cento si aspetta un calo superiore al 40 per cento.  Dati più o meno analoghi per quanto riguarda gli ordini. Su questi temi, ma soprattutto sulle proposte per aiutare il settore delle costruzioni, la Fondazione Think Tank Nord Est ha organizzato ieri pomeriggio, alle 18, al Savoy Beach Hotel & Thermal Spa di Bibione, anche un incontro con circa 80 imprese ed operatori locali.  Vogliamo far arrivare agli amministratori locali – spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est il grido di allarme degli operatori dell’edilizia, settore che ne traina altri 90. Non è con il bonus vacanze che si aiuta il turismo ma con il lavoro, che consente alle famiglie di avere liquidità e di andare in vacanza.  Oggi le imprese – aggiunge – trovano un muro invalicabile nei Comuni che rallentano o bloccano le pratiche edilizie. Nei prossimi mesi gli enti locali registreranno un aumento delle pratiche dovuto all’ecobonus 110 per cento: se non risponderanno velocemente alle richieste, imprese e cittadini non riusciranno a sfruttare gli importanti incentivi a disposizione. Ed al contempo perderemo l’opportunità di rilanciare l’economia. Chiediamo ai sindaci – continua Ferrarelli – di affidare incarichi esterni per smaltire le pratiche arretrate superando l’emergenza e di concordare con gli altri enti pubblici ed i privati un sistema digitale per consentire risposte in tempi brevi. A san Michele al Tagliamento, ad esempio, c’è il blocco delle attività edilizie. Ci sono moltissime pratiche arretrate. Ma non basta mettere un impiegato in più a smaltire i documenti, serve un’organizzazione diversa degli uffici e soprattutto una visione. Il Distretto turistico Venezia Orientale potrebbe già essere una zona a burocrazia zero ma serve l’impegno di tutti. 

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