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In un anno difficile il boom agli esami Raddoppiati i cento Il 9,4% vale il record

Fonte: La Nuova Venezia del 20-07-2020

Un anno difficile, ma con un finale da incorniciare. Nel Veneto e non erano mai stati tanti i “centini” agli esami di maturità: quest’anno sono 4.025 comprese 680 lodi, sul totale di 35.584 diplomati. Semplificando, punteggio pieno per più di uno studente su dieci. Per essere più precisi, il “100” è stato raggiunto dal 9,4% dei ragazzi, la lode dall’1.9%. Percentuali più che raddoppiate sul 2019 quando a conquistare il “100” era stato il 4.4% degli studenti , mentre le “lodi” erano state 364, con uno scarto di ben 316 “super eccellenze” rispetto al 2020. Fortunata combinazione di più fattori: una commissione tutta interna, l’eliminazione delle due prove scritte, cinque punti bonus più facili da concedere e tanta comprensione verso questi ragazzi, costretti a una maturità rivoluzionata nel giro di pochi mesi. I casi da “Guinness dei primati” sono notizie all’ordine del giorno tra le sette province. Per fare qualche esempio, le undici “centine” della VB del liceo scientifico Giordano Bruno di Mestre. Oppure i 176 studenti usciti con il massimo dei voti dai tre licei di Treviso, il Duca degli Abruzzi, il Da Vinci e il Canova, vale a dire 67 in più sull’anno scorso. O, ancora, la bellissima storia dei tre gemelli di Stra – Duccio, Milo e Giulio Dainelli -, diplomati col 100 nei licei classico Tito Livio e scientifico Nievo di Padova. Ma i voti, in media, sono stati tutti più alti, indipendentemente dai 100. Se, l’anno scorso, quasi il 70% degli studenti usciva con un punteggio inferiore all’80, quest’anno la stessa fascia di voto comprende poco più della metà dei ragazzi. Sintetizzando, del totale di 35.584 studenti che a giugno hanno superato gli esami di maturità, il 4.4% ha preso 60, mentre l’anno scorso era il 6.3%; uno su cinque ha preso tra il 61 e il 70 (da uno su tre); uno su quattro tra il 71 e l’80 (da uno su cinque); uno su cinque dall’81 al 90 (da uno su sei); uno su sei dal 91 al 99 (da uno su dieci). E poi i 3.345 “cento” e i 680 “cento e lode”.

La provincia con il maggior numero di “secchioni”? Quella di Belluno dove, nel totale di 1.337 “maturati”, i “cento” sono stati 148 (l’11.1% del totale) e le lodi 37 (il 2.8%). Parlando in termini di numeri assoluti, sono ottimi i risultati ottenuti dai 7.230 studenti della Marca, 815 dei quali hanno terminato la scuola con il punteggio più alto, in 149 con tanto di lode. La media dei centini padovani è di uno su 10, e quindi 623 “cento” e 93 lodi sul totale di 6.348 ragazzi. Ma a essere degne di nota sono anche le performance dei 5.882 “maturi” veneziani: 503 cento (l’8.6% del totale) e 80 lodi (l’1.4%). Un altro dato interessante riguarda poi le bocciature, che in tutta la regione sono state nettamente inferiori all’1%. D’altra parte, con l’ammissione garantita a tutti e un esame che, a partire dal curriculum, si fondava su un’unica prova orale, la strada era decisamente in discesa. Senza l’incubo delle versioni di latino e greco, né le prove di matematica e fisica allo Scientifico. Eppure qualche studente che, l’anno prossimo, sarà costretto a ripetere la quinta superiore c’è. Pochi, lo dicevamo: appena 157 in tutta la regione, sul totale di 35.741 che hanno affrontato l’esame, vale a dire lo 0.4%. La percentuale più alta di bocciati si registra proprio nella provincia che conta il maggior numero di eccellenze, il Bellunese, dove lo 0.7% dei maturandi è stato fermato dalle commissioni. Ma si parla di appena 9 ragazzi. Sono in piena media regionale le provincie di Treviso, con 30 bocciati, e Venezia, 24. Mentre sono state più rigide le commissioni padovane, che non hanno giudicati “maturi” 35 candidati, lo 0.5% del totale. 

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