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«Inceneritore, alt di un anno»

Fonte: Il Gazzettino del 15-03-2020

 Una moratoria fino alla fine dell’emergenza. Municipalità di Marghera, da una parte, e 15 tra comitati ed associazioni di città, Riviera del Brenta e Miranese dall’altra, si appellano alla Regione, alla Città Metropolitana e al Comune di Venezia per bloccare l’iter per le autorizzazioni dei nuovo impianti previsti da Ecoprogetto-Veritas a Fusina. Perché, sostengono tutti assieme, «non ci sono le condizioni adeguate per un normale confronto».
LA MUNICIPALITÁ
«Ribadiamo la richiesta già avanzata da settimane a Regione, Città metropolitana e Comune – sostiene il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin -. Le assemblee promosse nelle scorse settimane hanno evidenziato preoccupazioni, criticità e proposte alternative all’ipotesi del nuovo inceneritore che non è stato finora possibile verificare, integrare. Ora la crisi da coronavirus ha, come è noto, bloccato ogni ulteriore possibilità di confronto pubblico e di manifestazione. É quindi ancora più necessario quanto abbiamo proposto da settimane: rinviare ogni decisione, fermare l’iter autorizzativo, garantire la massima trasparenza su tutti gli atti comunque compiuti, tenere aperto il confronto senza nessuna forzatura».
FRONTE ALL’ATTACCO
Argomenti che, già nella mattinata di ieri, erano al centro di un comunicato congiunto firmato da Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Riviera del Brenta e Venezia, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Associazione Valore Ambiente.  «Le occasioni di informazione e di partecipazione per i cittadini sono in questo momento azzerate dalle disposizioni governative, ma la comunità ha diritto di sapere e di poter decidere su un progetto pericoloso per la salute e per l’ambiente» scrivono gli ambientalisti avanzando la richiesta alla Regione e al ministro dell’Ambiente Sergio Costa di fermare tutto per un anno.  «Abbiamo denunciato più volte come lo studio di impatto ambientale presentato dai proponenti sia carente e lacunoso in molte parti, a partire dall’analisi degli impatti causati dai fumi e in particolare da quelli derivati dalla combustione di sostanze tossiche come i Pfas – riprendono i comitati -. L’informazione è necessaria, ma sono state annullate numerose iniziative programmate, e per le associazioni non è possibile partecipare alle discussioni nelle sedi istituzionali come Consigli comunali o commissioni, né è stato possibile svolgere il confronto diretto con Veritas». Il tutto, secondo i comitati, a fronte di un crollo nella produzione dei rifiuti per la chiusura di molte attività e del settore turistico, che non renderebbe più urgente l’approvazione del progetto. «Ora attendiamo una risposta dalla Regione» concludono i firmatari. 
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