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Incidenti e impianti chimici Porto Marghera in allerta Manutenzioni sott’accusa

Fonte: La Nuova Venezia del 15-07-2020

I gravi incidenti accaduti nell’ultimo mese in due impianti chimici di Porto Marghera, quelli della 3V Sigma distrutti da un incendio con due operai gravemente ustionati e l’altro alla Fluorsid Alkeemia (ex Solvay) con una fuga di acido fluoridrico, pur diversi tra loro sono avvenuti durante o dopo interventi di manutenzione degli impianti eseguite da imprese d’appalto. Nelle industrie chimiche le manutenzioni periodiche e straordinarie sono necessarie per garantire la sicurezza di impianti, tubazioni, serbatoi e sistemi antincendio, ma possono anche causare gravi incidenti se non vengono effettuate a regola d’arte e con tutte le precauzioni del caso, per risparmiare sui costi o sui tempi di esecuzione. 

Del resto la storia del Petrolchimico di Porto Marghera è costellata da una lunga lista di incidenti industriali, più o meno gravi e talvolta con vittime, accaduti durante le manutenzioni, quasi sempre dovuti a una catena di inadempienze ed errori che coinvolgono sia l’impresa che eseguiva le manutenzioni sia l’azienda che le ha affidate con un contratto d’appalto e doveva controllarle. Per il più grave dei due incidenti sono indagati per incendio colposo e lesioni aggravate il legale rappresentante della 3V Sigma e altri due dirigenti, oltre al titolare dell’impresa esterna che si occupava della manutenzione (la General Montaggi Srl di Terni), tutti iscritti al registro degli indagati dal pubblico ministeroGiovanni Gasparini. A un mese dal terribile incendio alla 3V Sigma che ha oscurato il cielo con una densa nube nera, anche il secondo dei due operai di origini straniere, vittime del rogo mentre stavano eseguendo una saldatura, è uscito dalla terapia intensiva dell’ospedale di Verona e dovrà sottoporsi a trapianti di pelle per le gravi ustioni subite, cosa che dovrà fare anche il suo collega, ancora ricoverato all’ospedale di Padova. Intanto proseguono gli interrogatori dei dipendenti dell’azienda, disposti dal pubblico ministero e affidati ai carabinieri e agli ispettori dello Spisal, per accertare le responsabilità. Agli atti ci sono le dichiarazioni rese da uno dei due operai ustionati (riprese dal Fatto Quotidiano), secondo le quali quella mattina di più di un mese fa l’ingegnere che di solito dava indicazioni sui lavori da fare alla 3V Sigma, non era presente e il capoturno in servizio aveva detto che potevano lavorare in sicurezza. Le scintille della saldatura, invece, sono entrate in contatto con le sostanze chimiche lavorate dall’azienda come idrogeno, solventi, acetato di etile e acetone. E poi ci sono le denunce presentate ai carabinieri, tre mesi prima dell’incendio, dai rappresentanti sindacali dei dipendenti di 3V Sigma sulla mancanza di sicurezza negli impianti industriali a rischio di incidente rilevante. Gli interrogatori sono ancora in corso e stanno coinvolgendo tanto i dipendenti della 3V Sigma quanto quelli dell’impresa d’appalto alla quale erano state commissionate le manutenzioni, proprio per stabilire la catena di responsabilità che hanno causato l’incendio. 

Anche l’indagine in corso per la fuoriuscita di acido fluoridrico, alla Fluorsid Alkeemia, sta cercando di appurare le responsabilità per la fuga di gas che ha interessato una tubazione, appena sottoposta a manutenzioni, in seguito alle vibrazione di un impianto che hanno allentato i bulloni di una “coppia flangiata”. Un comunicato dell’Arpav chiarisce che «i rappresentanti aziendali hanno riferito che si è trattato di un trafilamento di acido fluoridrico da una flangia rilevato dalla rete aziendale di rilevazione delle sostanze pericolose con un rilascio contenuto, abbattuto da una cortina d’acqua». «Il problema alla flangia, aggiunge l’Arpav che ha inviato i suoi tecnici alla Foursind subito dopo la fuga di gas, sembra imputabile alla mancata tenuta della guarnizione. Non appena bonificata la tubazione e smontata la flangia, presumibilmente venerdì prossimo, verrà eseguito un ulteriore sopralluogo congiunto con i tecnici del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco di Venezia per verificare le cause del rilascio e le individuare le conseguenti azioni correttive da intraprendere». L’Arpav sottolinea, infine, che in giorno dell’incidente «in seguito al rilascio di gas è stata data attuazione al piano di emergenza interno di stabilimento e la squadra di emergenza interna è intervenuta intercettando il rilascio mentre si è attivata automaticamente la cortina d’acqua per l’abbattimento della perdita e la protezione del reparto interessato dall’evento»

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