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Incognita Mose con il decreto. «Ma i lavori proseguono»

Fonte: Il Gazzettino del 27-03-2020

Mercoledì sera la pubblicazione di un nuovo decreto a firma del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, che prevede un’ulteriore stretta per le attività che possono continuare ad operare nel corso della pandemia mondiale, ha gettato nello scompiglio le ditte che lavorano alla realizzazione del Mose. Perché nell’elenco delle aziende che in questo momento dovrebbero rimanere ferme al palo ci sono anche quelle che si occupano di ingegneria idraulica. E il codice con cui è registrato il Consorzio Venezia Nuova sarebbe proprio tra quelli esclusi dalla possibilità di lavorare. Per questo ieri mattina si è svolta in Provveditorato alle opere pubbliche una riunione di emergenza tra i direttori dei lavori e i tecnici della struttura, per capire il da farsi. L’indirizzo emerso è quello di proseguire, laddove ce ne siano le condizioni di sicurezza, previa autorizzazione del Prefetto. Ma dovranno essere garantite tutte le misure di sicurezza, i lavoratori dovranno essere dotati dei dispositivi di protezione individuale come le mascherine e gli occhiali, e dovrà esser loro misurata la temperatura. Perchè se prima era sufficiente una semplice comunicazione alla Prefettura ora è necessario ottenere una specifica autorizzazione.

E a testimoniare il clima di sconcerto che ieri regnava attorno ai cantieri della grande opera, nel pomeriggio il Consorzio Venezia Nuova ha spedito una lettera al Prefetto, per chiedere come procedere su tre priorità: la realizzazione degli impianti, i lavori per la chiusura della porta della conca di navigazione lato laguna della bocca da li porto di Malamocco, per permettere i successivi sollevamenti in sicurezza e infine l’assistenza agli impiantisti, come il loro accompagnamento con imbarcazioni. «Ieri mattina la ditta Clodia, che si occupa dei lavori alla bocca di Porto di Chioggia ha trasmesso alle 8 una richiesta di delucidazioni al Consorzio su come regolarsi sostiene Devis Rizzo, presidente di Kostruttiva alla luce del nuovo decreto che esclude alcune ditte registrate con i codici esclusi dal provvedimento del ministero, a cui non è stata data alcuna risposta. Mi pare che ci sia una grande confusione». Nessuno stop, invece, secondo il commissario straordinario Elisabetta Spitz, secondo la quale vale la lettera già inoltrata il 12 marzo scorso agli amministratori straordinari del Consorzio Venezia Nuova, in cui ricordava la pubblica utilità dell’opera e raccomandava di proseguire i lavori nel rispetto delle misure sanitarie. «Si tratta di un’opera strategica per lo Stato, al pari del Ponte Morandi di Genova, per cui si va avanti sempre a patto che vengano rispettate tutte le condizioni di sicurezza per i lavoratori».

Dunque non dovrebbero essere in pericolo i test di sollevamento previsti per le 18 dighe mobili di Chioggia il 31 marzo e il 1. aprile, che dovrebbero essere preceduti da ispezioni subacquee al sistema. La Capitaneria di Porto locale ha già emanato un’ordinanza in cui si blocca il passaggio di tutte le navi e le imbarcazioni in transito, dalle 10 alle 16, per la chiusura delle nove paratoie del lato Nord per martedì, mentre il giorno successivo si replicherà con la parte meridionale del sistema dalle 12 alle 18. E sarà la prima volta che verranno utilizzati due compressori. Ma c’è chi non si fida e attende di avere una risposta scritta da parte del Prefetto.

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