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Inps, la corsa a pagare la Cig in deroga 6 mila lavoratori veneti senza assegno

Fonte: La Nuova Venezia del 09-06-2020

Cassa integrazione in deroga, in Veneto è stata superata quota 30 mila domande pagate. «Ne restano da pagare poco meno di 6 mila. In percentuale è pagato l’84% delle domande», dice il direttore Antonio Pone. Il numero complessivo di lavoratori pagati, fa sapere ancora la sede veneta dell’Istituto di previdenza, è pari a 87.217. Per quanto riguarda la giacenza di SR41, i modelli con cui si chiede l’ammortizzatore sociale introdotto per l’emergenza Covid, si tratta di 4.129 domande da lavorare in tutto il Veneto: diviso per sette sedi, dice lo stesso Pone, si parla di 600-700 SR41 per sede, «un quantitativo pari a una giornata di lavoro».A questi ammortizzatori occorre inoltre aggiungere la cassa integrazione ordinaria e le altre forme di sostegno al reddito messe in campo dal governo. L’Inps del Veneto si è trovato a far fronte a numeri «impressionanti, affrontati con ammortizzatori sociali pensati per situazioni del tutto diverse e normali», dice Pone. 

PagamentiI lavoratori pagati dall’Inps divisi tra gli uffici della regione vedono al primo posto Padova con 17.582 lavoratori, poi Verona con 17.462, Vicenza (13.939), Venezia (13.049), Treviso (12.957), San Donà (3.923), Rovigo (3.558), Belluno (2.688) e Conegliano (2.059). «I casi di lavoratori che ancora attendono i pagamenti sono relativi a tipi di cassa integrazione non gestiti dalle direzioni provinciali Inps del Veneto – spiega il direttore regionale dell’ente di previdenza Antonio Pone -. Non tutti i tipi di cassa integrazione sono gestiti dal nostro ente, integralmente o a livello locale».Ad esempio, le sedi Inps non hanno competenza in merito alle prestazioni erogate ai lavoratori delle imprese artigiane, che ricevono invece il pagamento dell’assegno del Fondo di Solidarietà Bilaterale tramite l’Ente Bilaterale. «Allo stesso modo, vi sono molti casi di lavoratori di imprese cosiddette “plurilocalizzate”, ossia con unità produttive in cinque regioni o più – aggiunge Pone -. Per queste imprese è il ministero che emana il decreto di concessione ed è prevista una domanda unica centralizzata. Ad esempio, tutte le imprese della grande distribuzione rientrano tipicamente in questo tipo di casistica. 

L’Inps a livello locale effettua solo il pagamento, il più velocemente possibile, una volta ricevute le autorizzazioni dal Ministero».Le tempistiche di questo tipo di autorizzazioni però sono più dilatate. Da un paio di settimane sono iniziati a pervenire agli uffici veneti anche questo tipo di decreti di autorizzazione e su 475 pervenuti, ne sono stati lavorati 422, con richiesta alle aziende di trasmissione dei dati retributivi. Ne rimangono da processare solo 53, da smaltire in settimana. La Regione«I soldi ai lavoratori veneti stanno arrivando con un fortissimo ritardo, e questo a causa dell’incapacità di un governo a trazione 5 Stelle, che vede esponenti del Movimento a capo di tutti i dicasteri economici principali – attacca l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan -. La Regione Veneto non ha competenze in materia di ammortizzatori, tantomeno nel loro pagamento, e che queste procedure assurde sono state decise, guarda caso, da un ministero a guida 5 Stelle. I grillini, e lo dimostrano i fatti, hanno imposto più burocrazia inutile di qualsiasi altro governo. Purtroppo, in una situazione del genere l’incapacità fa più danni del Covid». La Cgil del Veneto sottolinea l’ottima collaborazione tra Inps regionale e uffici della Regione del Veneto su questo fronte. «Il lavoro fatto in Veneto – spiega il segretario generale Christian Ferrari – è frutto di un grande lavoro di squadra fatto da sindacati, Regione ed Inps regionale: siamo sicuramente la prima regione per tempistiche di evasione delle domande della cassa. Il problema dei ritardi dei pagamenti è altrove».

CONSULENTI DEL LAVORO

Nel frattempo fanno discutere le affemazioni del presidente dell’Inps nazionale Pasquale Tridico, il quale in un’intervista a Repubblica ha affermato fra l’altro che «stiamo sovvenzionando con la Cig anche aziende che potrebbero ripartire, magari al 50 per cento, e grazie agli aiuti di Stato preferiscono non farlo».L’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia però non ci sta: «Altro scivolone del presidente Tridico – dice la presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Venezia Patrizia Gobat – per giustificare inefficienze e ritardi dell’istituto nell’erogare le prestazioni di cassa integrazione e bonus autonomi. Le direzioni Inps centrali hanno dimostrato tutta la loro incapacità di valutazione organizzativa della situazione che si andava a creare con l’emergenza Covid-19».-

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