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«Invasione di antenne 5G il sindaco emani subito un’ordinanza ad hoc per fermarle sul nascere»

Fonte: La Nuova Venezia del 11-07-2020

Allarme 5G, i cittadini temono una sotterranea invasione di antenne e invocano un’ordinanza del Comune specifica per sbarrare la strada a questa nuova tecnologia. In queste settimane hanno assistito a vari interventi su antenne già esistenti installate su condomini e strutture. E temono che sia l’ingresso silente della nuova tecnologia sulla quale ci sono ancora dubbi e fondate paure, soprattutto tra gli ambientalisti. Andrea Marin sta conducendo questa battaglia da ambientalista presidente regionale della Lega italiana difesa ambiente e animali e come esponente del centrodestra vicino a Michela Vittoria Brambilla. «In Italia», spiega, «circa 350 Comuni hanno emanato ordinanze contro il 5G, due Regioni hanno approvato mozioni per la precauzione, Marche e Toscana. Chiediamo di far luce sulla questione della salute pubblica». L’assessore all’ambiente e lavori pubblici, Lorena Marin, aveva già anticipato che il Comune avrebbe assunto tutte le informazioni in merito. «L’amministrazione comunale deve fornire ai cittadini tutti gli elementi necessari per consentire di vivere serenamente», aggiunge il proattivo Andrea Marin, «senza alcuna preoccupazione legata al sistema mobile di quinta generazione 5G. In città arrivano costantemente segnalazioni di lavori sulle grandi antenne. 

Ci chiediamo se sono interventi e attività inerenti la manutenzione di siti che comportano la sostituzione o la modifica di quanto già presente nel territorio comunale, finalizzato all’installazione del 5G. C’è chi all’interno della Città Metropolitana, come il sindaco di Chioggia, ma anche Camponogara, Mirano, Noale, Santa Maria di Sala e Mira, ha firmato un’ordinanza che in via prudenziale sospende l’installazione della rete 5G, applicando un principio precauzionale, sancito anche dall’UE. Il sindaco di Portogruaro ha scritto al presidente del Consiglio per aver chiarimenti in merito. Ad oggi gli studi sul 5G non sono ancora completi, sarebbe corretto avere indicazioni dall’Arpav e dall’Usl sull’eventuale pericolosità di queste nuove radiofrequenze.«Non siamo contrari al miglioramento tecnologico», conclude, «anzi ben venga se può essere d’aiuto all’umanità, ma è giusto essere rassicurati dalle autorità sanitarie locali, sul fatto che le radiazioni emanate dal nuovo sistema siano al di sotto del limite in grado di creare problemi di salute ai cittadini, agli animali e all’ambiente. Riteniamo doveroso invocare il principio di precauzione per tutelare la salute di tutti, come già fatto in altri comuni, quindi da vietarsi a titolo precauzionale l’installazione della nuova rete 5G finché non ci sarà la certezza che gli studi ci garantiscano quali sono le ricadute sulla salute» . Il sindaco di San Donà, Andrea Cereser, ha confermato in ogni caso che ad oggi non ci sono richieste di installazione di impianti per il 5G e che a San Donà non vi sono neppure stazioni radio. Ma gli ambietalisti chiedono insistentemente un provvedimento che dica no a qualsiasi richiesta futura.

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