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La Biennale a metà mette in crisi anche gli affitti degli spazi mostre

Fonte: La Nuova Venezia del 15-04-2020

Si fermano anche gli affitti di spazi espositivi, aspettando la Biennale. E’ un altro comparto cultural-turistico che sta andando in crisi con l’emergenza Coronavirus quello dell’affitto di palazzi e aree espositive in città in occasione dell’apertura della Biennale, in questo caso di Architettura per ospitare padiglioni stranieri esterni ai Giardini e all’Arsenale che trovano sede in città.Ma anche mostre collaterali e aggiunte in occasione del grande evento espositivo. Sono introiti importanti non solo per i privati che affittano ma anche per la rete di istituzioni culturali che contano anche sull’affitto dei propri spazi a uso espositivo in occasione della Biennale per alleggerire il proprio bilancio. Dalla Fondazione Cini alla Querini Stampalia, dall’Istituto Veneto all’ateneo Veneto, alla Fondazione Levi, alle stesse università di Ca’ Foscari e Iuav, tutti ormai sono entrati da qualche anno in questo business, che coinvolge poi molte altri costi indotti: dalla guardianìa al catering per le inaugurazioni, dai trasporti alla comunicazione degli eventi. 

Un business che funziona soprattutto con la Mostra delle Arti Visive, ma che ormai è diventato importante anche con quella di Architettura, in costante crescita. Ma ora tutto si è bloccato per la decisione della Biennale -legata all’emergenza sanitaria in corso –di spostare l’apertura Mostra di Architettura dal 23 maggio al 29 agosto (con vernice il 27 e il 28), mantenendo la data di chiusura al 29 novembre. Un dimezzamento dei tempi di durata che ha messo in crisi anche tutto il sistema degli affitti espositivi collegati direttamente o indirettamente alla manifestazione.C’è chi ha stipulato un contratto di sei mesi per ospitare una mostra nei propri spazi in quel periodo e ha già ricevuto una caparra che non intende restituire perché la responsabilità del dimezzamento dei tempi non è sua. C’è chi si è visto annullare la mostra programmata perché il periodo residuo di durata è ritenuto troppo breve. E c’è anche chi resta tra color che son sospesi, in attesa di ridefinire le condizioni per l’affitto dei propri spazi a fini espositivi e di capire se poi la Biennale Architettura a fine agosto si svolgerà regolarmente, in base alla situazione sociale che il Coronavirus ci lascerà in eredità per quel periodo. 

Dal suo punto di vista la Biennale sta lavorando perché tutto si svolga secondo il nuovo calendario annunciato e a breve dovrebbe diffondere anche l’elenco delle mostre collaterali che potranno fregiarsi del marchio del leone marciano e che risultano per ora confermate. Resta da capire però anche come si comporteranno i Paesi stranieri partecipanti in base all’evoluzione del virus nella propria nazione e anche all’eventuale necessità di periodi eventuali di isolamento in arrivo per i partecipanti. I più pronti sembrano essere in questo momento i Paesi dell’Estremo Oriente in cui il virus ora fa decisamente meno paura e che sarebbero già in grado di muoversi.Un effetto certo comunque già provato in laguna dallo spostamento della Biennale è quello di un forte calo dei prezzi degli affitti espositivi, anche per il periodo più ridotto della manifestazione rispetto ai sei mesi diventati ormai canonici. L’offerta ormai supera largamente la domanda, come documenta anche la bacheca Biennale, lo spazio on line che la fondazione ha messo a disposizione da alcuni anni per raccogliere le offerte d’affitto di spazi e permettere così agli organizzatori di mostre di mettersi direttamente in contatto.

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