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La bretella per l’aeroporto demolirà 23 abitazioni

Fonte: La Nuova Venezia del 29-05-2020

Casoni che risalgono addirittura a fine del Settecento, alberi secolari, campi di grano e ville mimetizzate nel verde. La bretella ferroviaria di collegamento tra il tracciato storico della ferrovia Venezia-Trieste e l’Aeroporto Marco Polo, raderà al suolo – nel vero senso della parola – uno dei pezzi di città rimasti vergini, che ancora porta i segni di un paesaggio rurale antico. Lo si scopre studiando il tracciato che emerge come un puzzle e spulciando tra le migliaia di pagine di documentazione che sono state depositate da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), che con il suo braccio operativo Italferr ha aggiornato il progetto dell’opera che vale ben 425 milioni di euro frutto del nuovo contratto di programma 2017-2021 siglato da Ministero e Rfi. Il progetto, infatti, prevede la demolizione di ben 23 edifici. L’intero borgo di Ca’ Litomarino sarà spazzato via dall’alta velocità della bretella ferroviaria con le sue opere a corollario, che attraverserà anche una delle più belle aste fluviali, ossia il fiume Dese, lungo l’argine del quale si ritrovano ancora cocci colorati, resti di reperti archeologici dell’antica Altino. I proprietari, tra i quali ci sono le ville di imprenditori e avvocati veneziani che quarant’anni fa avevano acquistato i terreni, sono rimasti senza parole. Ma se potesse parlare, griderebbe vendetta anche la flora e la fauna del posto. Mercoledì sera se ne è discusso al Forum del Verde andato in onda su zoom alla presenza, tra gli altri, di Michele Boato e Andrea Grigoletto. E sulla materia si annuncia battaglia. In campo ci sono già quattro avvocati ingaggiati dai proprietari delle abitazioni. Sono stati, inoltre, contattati professionisti, architetti e agronomi che stanno lavorando alle osservazioni, ma anche fior di associazioni e comitati, decisi a salvaguardare un pezzo unico di territorio a suo tempo già sfregiato dalla bretella autostradale che si portò via verde e terreno, lasciando in cambio “giunti rumorosi” e inquinamento acustico. 

Tra i 23 edifici che saranno demoliti, 6 di questi sono storici e due sono addirittura codificati. Il sito di pregio ambientale in corrispondenza di via Litomarino sarà completamente spazzato via: il passaggio delle bretella prevede infatti l’abbattimento degli edifici. E’ previsto, inoltre, un viadotto di 180 metri sopra il fiume Dese che da centinaia di anni racchiude come un’ansa il borgo, un ponte che corre parallelo a cento metri dalla bretella autostradale esistente. Il tutto si traduce, per i residenti, nella totale eliminazione dell’ambiente: vegetazione a parco e alberi secolari. Tra le ville che verranno rase al suolo quella di Fernando Albano, imprenditore morto a causa del Coronavirus in aprile, poco prima della pubblicazione dei faldoni che lo avrebbero mandato su tutte le furie, innamorato della campagna che si allunga verso Ca’ Noghera, e quella dell’avvocato Stefano Gusmitta, anche lui deciso a salvaguardare la sua proprietà. La battaglia – fanno sapere – è solo iniziata. Nei prossimi giorni saranno formalizzati gli atti. Inoltre verranno richieste assemblee pubbliche con Rfi, che si annunciano infuocate.

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