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La città del cinema ha sale vecchie

Fonte: Il Gazzettino del 22-02-2020

Il  Bilancio
VENEZIA Può suonare paradossale che una delle capitali mondiali del cinema abbia perso dal dopoguerra a oggi quasi tutte le sale da proiezione e che le uniche ancora esistenti siano aperte solo perché il Comune ci mette i soldi. Paradossale, ma è così. Da oltre un ventennio la tendenza premia i grandi multisala situati in terraferma e sulla cintura urbana e Venezia, con i suoi 63mila abitanti isole comprese, riesce a garantire il pubblico solamente per le sue sale. Piccole, a paragone di quelle in terraferma, ma comunque funzionali. I numeri, in termini di spettatori, sono una risposta alla fame di cinema che c’è in città e che non sempre viene placata da visioni casalinghe su megaschermi 4k né tantomeno da trasferte in terraferma.

IL MULTISALA ASTRA
Nel corso del 2019, a fronte dei circa 300mila spettatori del multisala Img di Mestre, il piccolo cinema multisala Astra del Lido ha totalizzato 20mila 447 spettatori, il multisala Rossini, a due passi da Rialto e San Marco, 84mila 569. In questo cinema e soprattutto nella sala principale, sono proposti i film di maggior successo al botteghino e i film per bambini. Il multisala Giorgione, a Cannaregio, propone una scelta puntata anche sul cinema d’autore e su film in lingua originale: 34mila e 9 spettatori. E poi c’è il gioiellino ricavato a Ca’ Mocenigo e dedicato ai veri appassionati, la Casa del Cinema, che ha avuto 8mila 168 spettatori. Questa, però, è una sala di nicchia. Altri 4mila 809 hanno preso parte ad Esterno Notte, con la visione dei film della Biennale. In totale, 152mila e 2 spettatori. Il problema è che qualcuna di esse comincia ad accusare il peso dell’usura delle poltrone e ha perso qualche attenzione nei confronti degli spettatori come l’angolo bar e popcorn, molto amato dai bambini e la distribuzione di materiale informativo sulla stagione.

SALE TRASCURATE
In una lettera al Gazzettino, Franco Vianello Moro, persona molto nota in città per il suo impegno al Cus e nelle istituzioni, espone le sue impressioni legate alle frequenti visite ai cinema Giorgione e Rossini. E lo fa in modo abbastanza tranchant, parlando di gestione sciatta e superficiale.
«Lo sconforto che mi prende tutte le volte che mi presento alle biglietterie è secondo solo alla constatazione di uno stato di trascuratezza, di sciatteria, di abbandono in cui vengono lasciate queste sale – afferma – la sensazione che uno spettatore ricava dalla frequentazione dei sopravvissuti cinema veneziani è quella della negligenza e del totale disinteresse per lo spettatore».

LA CRITICA
E poi elenca quelle che secondo lui sono le carenze nella gestione da parte del Circuito cinema.
«La manutenzione sembra assente da troppo tempo – prosegue Vianello Moro – lo stato delle poltroncine è in alcuni casi al limite della decenza; file interdette al pubblico per evidenti situazioni di inagibilità; i monitor (presenti solo al cinema Rossini) privi di qualsiasi collegamento, spenti, inutilizzati, senza nessuna informazione per lo spettatore. Il Pos spesso disattivato, i dispenser, in un tempo non troppo lontano destinati alla distribuzione del Giornale del Cinema, desolatamente vuoti, le locandine dei film apposte all’esterno come fossero le fanzine degli ultras, una programmazione che spesso dimentica film di qualità in favore del solo botteghino».

LAVORI IN CORSO
L’amministrazione comunale smentisce un disinteresse degli ultimi anni e replica con un elenco di lavori che è stato fatto, è in corso o è in previsione nelle sale di competenza del Circuito Cinema Comunale. «Il cinema Astra al Lido ha subito un vero e proprio restyling, sia all’ingresso che nelle sale. L’acqua alta eccezionale di pochi mesi fa – dicono a Ca’ Farsetti – ha purtroppo danneggiato la sala al piano terra, ma questa è stata resa immediatamente utilizzabile ed attendiamo la chiusura estiva per una risistemazione definitiva». E veniamo alle sale veneziane. «Il cinema Rossini – ammettono in Comune – ha diverse poltroncine che risentono dell’usura del tempo, specialmente i braccioli. La sostituzione delle intere poltroncine è stata scartata perché non necessaria ed antieconomica, ed è stato deciso di rifoderare i braccioli ed eventualmente le poltrone ove necessario. La ricerca dell’azienda adatta e disponibile non è stata semplice, ma siamo lieti di affermare che un artigiano veneziano è da qualche mese al lavoro per procedere al rifacimento. Contiamo di terminare l’intero lavoro entro 12 mesi». Il cinema Giorgione è stato il primo ad essere restaurato e risente molto di più dell’usura rispetto al Rossini, frutto di un intervento molto più recente. «Non possiamo intervenire direttamente – è la spiegazione del Comune – perché le poltrone, come l’immobile, non sono di proprietà comunale. Stiamo interessando la proprietà per un intervento, confidando che anche questo possa avvenire durante la chiusura estiva. La Casa del Cinema, invece, attualmente non abbisogna di interventi».

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