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La crisi e la resistenza di negozi e artigiani: “Così cerchiamo di risalire la china”

Fonte: Il Gazzettino del 02-03-2020

Aperture, chiusure, riconoscimenti. Tre storie emblematiche del commercio e delle attività economiche a Venezia. Una realtà mobile, fatta di sfide da parte di chi non si rassegna alla monocultura turistiche o da parte di chi punta sulla tradizione e la qualità, ma anche di chi non ce la fa, piegato non solo da un mercato sempre più difficile, ma anche da situazioni contingenti, come l’acqua alta del 12 novembre o l’attuale psicosi da coronavirus, che ha messo in ginocchio molti. Ma ora la voglia di ripartire è forte.

IL NEGOZIO PER RESIDENTI

La prima storia è quella di un negozio controcorrente, che strizza l’occhio non tanto al turista bensì al veneziano, al residente, un negozio di vicinato in cui poter acquistare prodotti alimentari di vario tipo, molti a chilometro zero, con un reparto di orto frutta ben fornito e vini di qualità. Una storia a suo modo emblematica, legata conseguenza della trasformazione della grande distribuzione e di quella vicenda che riguarda il passaggio dei negozi Auchen a Conad, passaggio difficile per molti dipendenti del gruppo francese a rischio licenziamento. Punto Eat ha aperto i battenti in Salizada Sant’Antonin, a Castello all’interno dei locali occupati fino allo scorso 31 dicembre da un punto Prodet della catena Tigotà – Acqua & Sapone dell’azienda Gottardo spa, specializzato in detersivi. A gestire il nuovo esercizio commerciale è Gino Bellemo, veneziano di San Polo, proprietario anche dell’attigua bottega Punto Casa nonchè ex titolare del Punto Simply di Castello a San Lorenzo. «Lo scorso maggio – spiega Bellemo – Conad ha chiuso un accordo per l’acquisizione della quasi totalità delle attività di Auchan Retail, supermercati e negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, disposti sul territorio italiano e, ovviamente, anche qui a Venezia, dove il primo Punto Simply a cambiare insegna e contenuti sarà quello di campo Santa Margherita, già a partire dal prossimo 28 marzo. Considerando il fatto che sarebbero cambiati i miei interlocutori e non avrei più avuto rapporti con le persone con cui lavoravo abitualmente, ho preferito voltare pagina, lasciare il Punto Simply e affiancare al mio negozio Punto Casa questa nuova attività, il Punto Eat. La rivendita di alimentari sarà la mia nuova scommessa: credo che a Venezia ci sia bisogno, nonostante lo spopolamento, di negozi di vicinato, che facciano consegne a domicilio e vendano prodotti del territorio».

EFFETTO ACQUA ALTA

 Luca Bernardini, titolare dei saloni Luca La Fenice, ha deciso di cedere uno dei suoi tre saloni di acconciatura, quello in campo Santa Margherita, mantenendo aperti i negozi a San Marco, vicino al Teatro La Fenice e a Cannaregio, alla Misericordia. «Purtroppo ho subito parecchi danni in tutti e tre i locali a causa dell’acqua alta – spiega Luca – Le spese di gestione aziendale sono sempre più elevate mentre diminuisce la clientela residente, così, sia pur a malincuore, visto che sono costretto la lasciare a casa due miei dipendenti, ho deciso di cedere l’attività in campo Santa Margherita».  Nel settore dalla fine degli anni 80 Luca Bernardini ha avuto esperienze di lavoro anche Barcellona, Parigi, Londra, Amsterdam e, grazie a tutte queste esperienze ha acquisito una tecnica personale di taglio. Anche il salone Monika e Umberto, acconciatore ed estetista inserito nell’elenco delle attività storiche della Regione Veneto, rimarca le problematiche del settore: affitti alle stelle, abusivismo dilagante, spopolamento e mancanza di ricambio di manodopera. «Le spese generali per gestire l’azienda aumentano di continuo mentre i prezzi dei servizi che offriamo sono rimasti simili a quelli praticati nei primi anni del 2000», spiega Umberto Corrà, che gestisce con la figlia Monika il salone situato al primo piano di un palazzetto del 400, nelle eleganti Mercerie San Salvador. Da non sottovalutare, poi, l’influenza negativa dell’abusivismo, un elemento che mette in difficoltà soprattutto il residuo settore dei barbieri. Ultima, ma non di minor rilievo, la difficoltà di trovare manodopera specializzata anche per coloro che sono in grado di assumere regolarmente nuovi collaboratori.

TRA STORIA E TRADIZIONE

Sono inseriti nell’elenco dei luoghi storici del commercio delle Regione Veneto e da 80 anni vendono mobili in stile oltre ad un ampio ventaglio di articoli d’arredo di gusto classico. Parliamo di Dolcetta Mobili d’Arte, un negozio in Salizada San Lio aperto nel maggio del 1940 da Attilio Dolcetta ed oggi gestito dalla terza generazione. «Siamo riusciti a risalire a questa data precisa grazie ad una dichiarazione dei redditi risalente all’epoca, stilata da mio nonno – spiega il titolare Aldo Dolcetta – Il primo negozio Dolcetta era stato aperto da Attilio nel 1937 in campo Santa Marina poi, dopo tre anni, il trasferimento a San Lio, in un palazzo del XIII secolo, raro esempio di stile veneto-bizantino. Mio nonno era un intraprendente artigiano del legno, corniciaio, decoratore e intagliatore e, a partire dal 1969, coadiuvato dai figli, tra cui mio padre Lucio, integrò l’attività con la finitura e la vendita di mobili artigianali in stile, realizzati nel suo laboratorio». Tuttora da Dolcetta, a distanza di 80 anni, è possibile acquistare mobili d’arte su misura progettati da Aldo e fatti realizzare in diversi laboratori del veronese. «Oggi, dopo la chiusura del nostro laboratorio, ci limitiamo solo alle finiture, personalizzando il mobile con maniglie e serrature scelte dal cliente», aggiunge Aldo. A partire dagli anni 2000, quando è iniziata la crisi demografica e, al contempo, hanno aperto diversi mobilifici in terraferma, l’attività dei Dolcetta, pur mantenendo attivo il settore mobili d’arte, si è rivolta soprattutto agli articoli d’arredo. Oltre allo spopolamento della città – aggiunge Aldo – c’è da dire che il gusto, soprattutto quello dei giovani, è cambiato, il mobile in stile non piace più, così abbiamo scelto di allargare il ventaglio dell’oggettistica. Entrando da Dolcetta, che sin dal 1962 ha l’autorizzazione comunale ad allestire una mostra di mobili e arredi su una pedana affacciata in calle da rimuovere quotidianamente. «Scegliamo la nostra merce da oltre 60 laboratori italiani specializzati in suppellettili in stile – conclude Aldo – Con l’acqua alta del 12 sono oltre due mesi che dedico parte del mio tempo a restaurare mobili e oggetti finiti in acqua», puntualizza sorridendo Aldo.

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