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La denuncia delle invisibili del turismo L’assessore: «Togliere le mele marce»

Fonte: La Nuova Venezia del 09-05-2020

«L’emergenza sanitaria e il crollo dell’economia rappresenta il punto zero per il turismo e ci consente di vedere le mele marce di un settore che resta sano. Da qui bisognerà ripartire in maniera diversa per evitare qualsiasi tipo di stortura, a partire del lavoro sommerso. Bisogna diffondere la cultura della legalità». Paola Mar, assessore al turismo per il Comune di Venezia, si schiera dalla parte delle tante addette alle pulizie impiegate nelle locazioni gestite da proprietari di casa privati o da agenzie immobiliari. Sono le invisibili del turismo, nella maggior parte dei casi donne costrette a condizioni di lavoro senza nessun tipo di tutela per infortuni, senza il diritto alla malattia o ferie garantite. Un esercito di lavoratrici sommerse, che oltre ad aver perso il lavoro a causa del crollo del settore ora si trovano nella condizione di non poter chiedere nessun sussidio statale.

«Il fenomeno purtroppo esiste», ammette l’assessore Mar, «e va combattuto con gli strumenti della legalità. Va comunque sottolineato che gran parte del settore è sano: io conosco personalmente tante agenzie e proprietari di casa che in queste settimane hanno messo in cassa integrazioni le proprie dipendenti assunte regolarmente». La strada da percorrere, continua la responsabile del turismo per l’amministrazione comunale, è comunque tracciata dagli interventi già realizzati: il geoportale per la registrazione delle locazioni, la targhetta con il codice identificativo di riconoscimento (obbligo imposto dalla legge regionale) e l’incrocio con i dati del catasto. «Da qui dovrà ripartire l’intera filiera del turismo, e Venezia è strutturata per farlo al meglio, premiando i proprietari e imprenditori virtuosi. Alle lavoratrici il mio invito a non sottostare a situazioni indegne».

Per Monica Sambo, capogruppo Pd a Ca’ Farsetti, il momento è propizio: «Non dobbiamo dimenticarci l’obiettivo primario di ripopolare la città», spiega, «ma vista la disgrazia di queste settimane occorre che Comune, associazioni di categorie e sindacati si incontrino per creare un bollino di legalità a quanti, privati o agenzie, danno in locazione gli appartamenti rispettando le norme sul lavoro regolare. Ben vengano comunque le denunce, speriamo che si squarci ancor di più il velo di illegalità ». Per la rappresentante dem, poi, serve anche inasprire i controlli. Un passo ulteriore, questo, come forma di tutela per le lavoratrici e per quanti affittano rispettando le normative. Sambo cita, ad esempio, la raffica di controlli di questi giorni in una città come Firenza a causa di mascherine recapitate dal Comune agli indirizzi di residenza ma senza trovare gli abitanti. «Sintomo che il fenomeno va tenuto sempre sotto controllo».

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