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“La Fenice è in difficoltà ma ci rialzeremo, vogliamo recuperare i conti in ordine”.

Fonte: La Nuova Venezia del 15-03-2020

 «Il momento è difficile per tutti, anche alla Fenice si lavora da casa e solo per il rinvio della “Carmen” di Bizet che doveva andare in scena diretta dal maestro Chung il 25 marzo, abbiamo già dovuto restituire circa mezzo milione di euro già incassati in prenotazione. Ma non appena possibile vogliamo riprenderci, con l’obiettivo – anche se in questo momento appare difficile – di chiudere il bilancio in pareggio anche quest’anno». Non rinuncia alla sua voglia di fare e all’ottimismo per la ripresa futura del teatro, anche in piena emergenza Coronavirus il sovrintendente della Fenice Fortunato Ortombina. Perché il blocco delle attività a Venezia sta avendo un impatto pesante anche sulla vita di un teatro che in questi anni ha saputo sempre coniugare la programmazione artistica, con una gestione economica sana ed efficiente, tanto da far parlare di “modello Fenice” per le fondazioni liriche italiane, basato anche su un costante aumento del numero degli spettacoli, oltre che del pubblico.«L’obiettivo ora per noi è quello di riuscire a rispettare la scadenza del 10 aprile per il Concerto del Venerdì Santo, diretto ancora da Chung con la Sinfonia numero 3 di Mahler. Se la scadenza fissata dal decreto del Governo per il blocco anche dell’attività anche dei teatri è il 3 aprile, potremmo farcela, ma siamo preparati a tutte le evenienze, ci rendiamo conto che potrebbe anche non essere così e ci stiamo attrezzando anche in questo caso. Quello che vogliamo fare è comunque recuperare tutti gli spettacoli che sono stati rinviato, compresi i due concerti saltati, pensando ad esempio di riprogrammare la “Carmen” a luglio». Nel frattempo la vita della Fenice va avanti con tutte le difficoltà del momento, anche se anche la fondazione ha attivato le procedure per il lavoro a domicilio».In questo momento è giusto che i dipendenti, tutti, stiano a casa, perché questo impone la situazione attuale», spiega ancora il sovrintendente, «e sono stati messi in ferie alternando i periodi anche con la cassa integrazione che anche noi abbiamo attivato. C’è un dialogo aperto anche con i sindacati che comprendono perfettamente la situazione in cui ci troviamo. 
La Fenice ha vissuto parecchi anni in salute tra i teatri lirici anche per una gestione oculata e produttiva del teatro, con il contributo di tutti. Dopo quello che è accaduto, non potrà essere più lo stesso, non solo per noi, ma per tutto il Paese. Saremo in una situazione da “day after” in cui bisognerà necessariamente ricominciare daccapo. Si entrerà in una fase del tutto nuova, ma prima di pensare a tagli o a riduzione delle produzioni, come pure potremmo essere costretti a fare, vogliamo puntare invece sul recupero degli spettacoli e dei relativi incassi non appena le condizioni di questa emergenza sanitaria che sta colpendo tutto il Paese ce lo permetteranno. Per questo ci stiamo organizzando rispetto a possibili scenari diversi, in base al momento in cui potremo finalmente riaprire regolarmente il teatro al pubblico. Il primo appuntamento per la lirica sarà il 23 aprile con il “Rigoletto” di Verdi per la regia di Damiano Michieletto e la direzione musicale di Daniele Callegari. Seguito il 30 dello stesso mese dal “Farnace” di Vivaldi al Malibran, diretto da Diego Fasolis con la regia di Christophe Gayral. Appuntamenti che vogliamo assolutamente rispettare, per ricominciare a vivere come teatro e ritrovare il nostro pubblico. Alla Fenice in questo momento, pur in mezzo a mille difficoltà, si lavora con questo obiettivo, pur consapevoli che non dipende solo da noi».   
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