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La grande paura di Marghera: una nuvola nera di prodotti chimici

Fonte: Il Gazzettino del 16-05-2020

 La grande paura su una Venezia fiaccata dall’acqua alta di novembre e messa al tappeto da tre mesi di coronavirus, ha la forma, il colore e l’odore acre della nuvola di fumo nero che si è alzata poco prima delle 10.30 di ieri mattina. Potente, auto-alimentante e capace di rimandare alla memoria timori ancestrali, accompagnata dal suono inquietante della sirena, è rimasta visibile per tutta la mattina di ieri in gran parte dell’area metropolitana: da San Marco e dalle isole, così come dalla sua terraferma. Quella Mestre che ieri ha vissuto un incubo a portata di casa, in una terra – Porto Marghera – guardata con diffidenza quotidiana. Due i lavoratori ustionati per un conto che poteva essere peggiore, a due anni esatti dalla tragedia delle Acciaierie Venete di Padova, dove morirono due operai.

L’epicentro della grande paura ha un nome, lo stabilimento della 3V Sigma Spa, azienda leader nella produzione di prodotti speciali chimici avanzati; un luogo, Marghera; mentre a ieri sera si cercava ancora un perché all’incendio di un serbatoio di vernici che hanno causato il ferimento di due operai, ora ricoverati uno al centro Grandi ustioni dell’Azienda/ospedale Università di Padova e l’altro nello stesso reparto dell’ospedale di Verona. I due lavoratori – un romeno e un indiano residenti a Terni e dipendenti di una ditta di saldature della stessa città – sono in prognosi riservata con ustioni inferiori al 50%. Sul caso, il sostituto procuratore di Venezia, Paola Tonini, ha aperto un’inchiesta. Le indagini del Nucleo Investigativo Antincendio Territoriale dei vigili del fuoco inizieranno in queste ore, con l’incendio domato e circoscritto nella tarda mattinata di ieri e la lotta contro piccoli focolai andata avanti fino a questa notte. Mentre video e fotografie, rimbalzando sui social, davano l’esatta dimensione della paura, accompagnati da un’unica domanda: «cosa ne sarà adesso della salute?».

L’ALLARME

Erano circa le 10.20 di ieri mattina quando un’esplosione interna all’impianto della 3V Sigma – forse durante una saldatura – avrebbe causato l’incendio di un serbatoio di meta-toluidina da mille metri cubi, in una zona che più volte era finita nel mirino dei sindacati per la scarsa sicurezza del luogo. Le fiamme avrebbero quindi colpito i due operai – non dipendenti dell’azienda di Marghera – prima di propagarsi per gran parte dell’area industriale di circa 12mila metri quadri, investendo quasi la metà del sito produttivo e causando il collasso di alcune strutture. Nel giro di pochi minuti sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Mestre e otto squadre a terra dei Vigili del fuoco accompagnati dal Nucleare Biologico Chimico Radiologico. In tutto i vigili del fuoco hanno messo sul campo oltre 30 automezzi e 90 operatori per fronteggiare l’incendio generalizzato, che ha coinvolto l’azienda. A coadiuvare le operazioni, il comandante Giovanni di Iorio.  In contemporanea, mentre la sirena annunciava urbi et orbi il pericolo avvertendo i residenti del Veneziano di chiudersi in casa, è stato attivato a pieno regime il piano provinciale emergenza esterno per incidenti rilevanti, che ha previsto la chiusura delle strade intorno allo stabilimento. Sul posto anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini e l’assessore alla Polizia locale, Giorgio D’Este che fin dalla mattina ha seguito l’incendio prima dalla zona colpita e poi dal Comando della polizia, al Tronchetto.

L’ALLARME AMBIENTALE

Sul campo anche i tecnici dell’Arpa del Veneto per indagare sulle ricadute ambientali dell’incendio e di una nube nera in grado di far tremare i polsi alla popolazione.  «È stato un evento non banale ma confidiamo che possa non lasciare strascichi di lunga durata – ha commentato ieri il direttore dell’Arpav, Luca Marchesi – Per capire tutti i componenti sprigionati nell’aria dall’incendio ci vorranno ore. Possiamo però dire che la pioggia ci ha aiutati: ha filtrato e fatto depositare a terra le sostanze, ripulendo l’aria e lavandola». 

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