Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

La pista è diventata abusiva

Fonte: Il Gazzettino del 13-03-2020

 È una delle piste ciclabili più belle del comune ma è praticamente abusiva.  Pensare che a luglio di tre anni e mezzo fa venne inaugurata dal Comune con un giro trionfale in bicicletta. Corre lungo quasi un chilometro e mezzo di argine, 6 ettari di terreno in riva alla laguna tra Passo Campalto e Tessera, ma il problema è che quell’area è privata, completamente privata.  E il problema numero due è che il privato quattro anni fa aveva acconsentito a darla in concessione al Comune ma il Comune quella concessione non l’ha rinnovata, così da due anni anche la pista ciclabile è completamente abusiva. È uno dei casi più eclatanti di una situazione che, in realtà, è molto più vasta, dato che in giro per il territorio sembra ci siano centinaia di casi di concessioni scadute e non rinnovate ma con i terreni ancora occupati dal Comune.  Questo non passa inosservato perché Andrea Serena, con la famiglia, possiede tutto il terreno che, da Mestre in direzione dell’aeroporto, va da Passo Campalto fino a via Cimitero, inglobando anche l’area dove c’era il tiro a piattello, quella che in questi anni è stata bonificata dal piombo delle migliaia di pallini finiti in terra e sulla quale sorge anche un vecchio edificio, pure quello di proprietà dei Serena.
LA STORIA
La storia della proprietà di quegli spazi bellissimi tra la terraferma e la laguna risale ai tempi del Catasto Napoleonico che registrò l’ambito come appartenente a un privato. In seguito negli anni Settanta del secolo scorso l’imprenditore Serena l’acquistò da un certo Savio, affittò per una cifra simbolica l’area sportiva all’associazione del tiro a piattello e si tenne una casetta non lontano da Passo Campalto dove passava i fine settimana. Gli eredi vendettero la casetta e un po’ di verde che le sta attorno ad una signora, e si tennero tutto il resto. «La concessione al Comune è scaduta due anni fa e, nonostante le nostre sollecitazioni, ancora non è stata rinnovata – racconta Andrea Serena -. Da tempo abbiamo intavolato incontri con gli uffici competenti per cedere al Comune tutta l’area, compresi argine ed ex tiro a piattello ma le cose non vanno avanti». I tecnici dicono che per acquisirla bisognerebbe dichiarare l’interesse pubblico, e allora potrebbe essere riqualificata e ospitare posti di ristoro, un museo della laguna per scolaresche e altri servizi legati all’ambiente e alle attività all’aperto. Il bello è che i Serena sono disposti praticamente a quasi regalare l’intera area, in cambio di un piccolo terreno da qualche altra parte, e per la valutazione del loro spazio in riva alla laguna gli va bene il valore agricolo, «basta che risolvano la cosa perché non abbiamo alcuna intenzione di continuare ogni giorno a rischiare una denuncia nel caso che qualche ciclista cada e si faccia male».
TERRE PER I CITTADINI
I Serena sono convinti che quella fascia di terra di valore dal punto di vista paesaggistico e ambientale «debba essere pubblica, dedicata ai cittadini perché possano andarci in bici o a piedi». Oltretutto la ciclabile che ci passa in mezzo collega il parco di San Giuliano con la Bazzera: dal Parco porta direttamente nel cuore di Mestre e a Venezia; dalla Bazzera si collega con il Bosco di Mestre e, in prospettiva, addirittura con Jesolo: il percorso suggestivo corre sull’argine destro dell’Osellino fino all’altezza del ponte metallico Bailey costruito anni fa per consentire i lavori di bonifica dell’area dell’ex tiro al piattello; da lì attraversa l’Osellino e, costeggiando l’area degli impianti di depurazione gestiti da Veritas, arriva al Bosco di Campalto e consente di raggiungere Tessera. Una meraviglia, insomma, salvo che è abusiva.  
Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.