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La regione “attiva” 1.4 miliardi per aiutare la ripresa dell’economia

Fonte: La Nuova Venezia del 28-05-2020

 Ai malati di Covid in rianimazione, all’economia in affanno attesa di una ripartenza densa di incognite. La Regione prova a traghettare il Veneto oltre le sabbie mobili e lo fa attraverso una manovra che inietterà direttamente quasi 600 milioni al circuito delle imprese e delle professioni, innescando – è la scommessa, almeno – finanziamenti stimati in 1,4 miliardi. «Siamo in recessione», l’allarmata premessa di Luca Zaia «stiamo perdendo 65 mila posti di lavoro, per oltre la metà concentrati nel turismo, ma abbiamo capacità reattive straordinarie, testimoniate da 600 mila partite Iva e da un Pil che vale 160 miliardi. Coraggio, è tempo di rimboccarci le maniche».Al suo fianco, l’assessore allo Sviluppo, Roberto “bulldog” Marcato, rivendica la serietà del pacchetto: «Non disponiamo delle risorse proprie delle Regioni a statuto autonomo, altri hanno stanziato soldi a pioggia o riciclato investimenti già previsti, noi mettiamo in campo un piano chirurgico, che intende intercettare tutte le aree in maggiore difficoltà e fornire loro strumenti adeguati». 

Il ventaglio degli interventiLe tipologie d’intervento includono contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, garanzie e misure dirette di sostegno, secondo una procedura orchestrata da Veneto Sviluppo (la finanziaria regionale) che entro la prima metà di giugno pubblicherà i bandi rivolti a 13 mila soggetti tra Pmi, industria, commercio, artigianato, liberi professionisti. Nel dettaglio, saranno erogati a fondo perduto 20 milioni di liquidità ai settori più colpiti; 9 in conto capitale ai distretti e ai luoghi del commercio; 3 alle attività artigiane impegnate nella digitalizzazione e nel passaggio generazionale; 12 a sostegno degli investimenti nel comparto manifatturiero 4.0; 47 milioni, in collaborazione con gli esperti di Unioncamere, alle piccole e medie imprese stremate dalla crisi; 20 a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in ottica anti-Covid, d’intesa con le università. «metteremo alla prova le banche»Sul versante dei finanziamenti agevolati alle Pmi, il dubbio immediato riguarda tempi e costi dell’accesso ai crediti, che hanno già spinto molti imprenditori a desistere dai fatidici prestiti bancari garantiti al 90% dallo Stato… «Tasso zero e norme chiare», ribatte Marcato «metteremo alla prova anche il sistema bancario al quale chiediamo uno sforzo solidale: se non risponderà, cambieremo immediatamente rotta». 

Tant’è: il ventaglio comprende 30 milioni di microcredito con finanziamenti varianti tra i 5 e i 50 mila euro e 120 di cofinanziamenti agevolati con banche per liquidità e investimenti.Capitolo garanzie: previste riassicurazioni per 35 milioni di euro a copertura di prestiti bancari di importo medio pari a 50 mila euro; e garanzie di portafoglio per complessivi 25, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico, articolati in stanziamenti fino a 250 mila euro. Ci sono poi misure aggiuntive, a cominciare dal progetto di Zona logistica semplificata tra il Porto di Venezia e il Polesine; giusto ieri, però, il Governo Conte ha espresso parere contrario a riguardo… «Complimenti, Roma non perde occasione per manifestare la sua attenzione al Veneto e al Nord», il commento sarcastico. Ancora: la moratoria del credito, con sospensione e allungamento dei fidi agevolati, alle piccole aziende; il fondo di crescita sostenibile per lo sviluppo di progetti qualificati delle grandi imprese in partnership con il Mise; infine, sul fronte commerciale, l’annunciato posticipo dei saldi al primo agosto e il via libera, in deroga, alle promozioni a partire dal primo luglio. Staremo a vedere. forcolin: il bilancio cambia ogni mese.

L’interrogativo: dove sono stati attinti i quattrini stanziati? «Abbiamo già provveduto a due variazioni di bilancio», ha puntualizzato Gianluca Forcolin, il vicepresidente di Palazzo Balbi «nel totale abbiamo rimodulato 74 milioni, destinando nuove risorse alla sanità e al sociale, e reso immediatamente disponibili fondi accantonati presso Veneto Sviluppo per un valore complessivo di 200 milioni. A luglio prevediamo un ulteriore assestamento perché l’emergenza ci obbliga a lavorare mese per mese. Ora abbiamo sul tavolo romano la ricollocazione di 150-200 milioni, chiediamo manovre più celeri e snellimento delle pratiche perché il disagio sociale sta crescendo». la delegazione di lavoratori senza cigUna testimonianza, a riguardo, è giunta dai lavoratori veneziani del comparto gran turismo e dell’aeroporto Marco Polo, che da marzo attendono invano la cassa integrazione. Ieri un centinaio di loro ha raggiunto l’Unità di crisi di Marghera, sollecitando il sostegno di Zaia: dopo averli ascoltati, il governatore ha promesso un rapido intervento presso l’Inps regionale.

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