Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

L’abbigliamento in crisi. Siamo circondati da centri commerciali

Fonte: La Nuova di Venezia del 24-02-2020

«A Mestre oramai si può solo sopravvivere e mantenere la posizione: per risollevare il settore dell’abbigliamento ci vorrebbe un Piano Marshall». Maurizio Cuman è titolare di Spaccio 5 in via Mestrina, negozio di abbigliamento tra i pochi che lavorano. «Noi non possiamo lamentarci per un solo motivo» spiega «vale a dire che siamo rimasti tra i pochissimi aperti. Gli altri attorno hanno tutti chiuso, penso alle “macellerie”, gli otto negozi chiusi. E’ come una vasca di pesci: ci sono tanti pesci e poco cibo, se i pesci muoiono gli altri mangiano di più. Chiaro che chi rimane qualcosa ci guadagna, ma grazie al fatto, nel nostro caso, che le macellerie di Vedovato hanno chiuso».I motivi che hanno portato alla situazione attuale?«Sempre gli stessi. Negli ultimi quindici anni abbiamo avuto la più alta concentrazione di grandi gruppi che siano outlet come Mc Arthur Glen, Auchan, Nave de Vero, che hanno individuato questa come l’area più commerciale del Veneto, ed a ragione, perché a Mestre c’è sempre stata grande concentrazione di negozi e forte respiro. Una volta capito questo, in un raggio di 20 chilometri hanno aperto tutti».Una città che rischia il declino, dunque?«Mestre è stata ridimensionata, non è detto che muoia del tutto, ma resta ben poco. 

I clienti affezionati che non prendono l’auto, gli anziani, chi non guida, chi vuole fare due chiacchiere con la commessa di sempre che gli chiede come stanno i figli. Stanno assumendo la dimensione di veri negozi di vicinato: gli altri vanno dove c’è l’offerta forte e ravvicinata». Che cosa fare per invertire la tendenza?«Il problema di Mestre è che hanno chiuso talmente negozi che mentre cammini, in qualsiasi strada, ne trovi venti di chiusi e non va bene. L’offerta che rimane dovrebbe essere posizionata in un distretto unico tutta ravvicinata, un negozio qui e uno là non serve a nessuno. Si potrebbe realizzare una galleria in qualche area, ad esempio all’ex Umberto I». Quali gli antidoti? «La gente non vede più Mestre come centro acquisti. Non c’è ricetta, bisogna solo tenere duro e accontentarsi di restare in piedi. Un rilancio credo sia difficilissimo, per quello servirebbe un Piano Marshall, parcheggi a disco orario in tutta la città, proposte shock, altrimenti si continuerà così a lungo. Del resto non ci sono più proprietari del fondo e un negozio di 200 metri quadri ha affitti fuori mercato. Oggi partire da zero in città non è possibile». 

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.