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L’aeroporto taglia: cassa integrazione

Fonte: Il Gazzettino del 06-03-2020

Anche per il Marco Polo e per il Canova di Treviso si prospetta la cassa integrazione e Save ha messo in atto un piano per ridurre l’impatto economico e occupazionale con l’istituzione di una task force che sta rivedendo tutte le voci di spesa. Quella che è tra le prime realtà economiche del territorio, con numeri in crescita da oltre dieci anni e con medie superiori a quella italiana, deve fare i conti con l’emergenza provocata dalla diffusione del nuovo coronavirus e con la paura che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo. Nello scalo intercontinentale i fronti aperti sono più d’uno e coinvolgono praticamente ogni settore, compagnie aeree, handler, sicurezza, i dipendenti della stessa Save, la società di gestione dell’aeroporto veneziano, di quello trevigiano e coordinatrice del sistema aeroportuale del Nord Est, aggiungendo gli scali di Verona e di Brescia.

TAGLIO DEI VOLI

Varie compagnie, ad esempio, hanno seguito l’esempio di easyJet che alla fine della scorsa settimana aveva annunciato che sarebbe stata costretta a cancellare alcune frequenze per i suoi collegamenti, accorpando e riducendo dunque il numero dei voli giornalieri: c’è chi ha cancellato frequenze e chi, come Asiana, Turkish, Qatar airlines, ha sospeso del tutto i collegamenti anche da e per Venezia. Save in questi giorni ha ribadito più volte di essere pronta a ripartire con più forza, e di essere convinta che la crescita riprenderà non appena le condizioni muteranno, ma per il momento bisogna affrontare la situazione per quella che è, perciò ha diffuso una lettera a tutti i dipendenti per illustrare il piano di intervento: compatibilmente con la necessità di garantire la continuità operativa, si tratta di azzerare il lavoro straordinario, ridurre temporaneamente l’orario da full time a part time per le persone che lo richiedono, utilizzare ferie e permessi e, discutendone con le Istituzioni e i sindacati, attivare le possibili soluzioni per attutire l’impatto occupazionale compresi gli ammortizzatori sociali come la Cassa integrazione speciale. D’altro canto il calo di attività a Venezia e a Treviso è definito «drastico», in seguito alle disdette dei «tantissimi passeggeri che avevano acquistato i biglietti per l’Italia» e le conseguenti cancellazioni di voli in corso da parte delle compagnie aeree, tanto che si prevedono «forti riduzioni del volato almeno per tutto il mese di marzo». Save è fiduciosa che questa situazione possa essere limitata nel tempo e che nel giro di qualche mese si possa tornare alla normalità ma nel frattempo, appunto, bisogna reagire per evitare squilibri tra le voci di spesa e i ricavi in forte contrazione.

LAVORATORI COINVOLTI

Oltre ai circa duecento dipendenti di Save sono naturalmente coinvolti quelli di Triveneto Sicurezza, la società quasi interamente di Save che garantisce i controlli di sicurezza su persone, bagagli e merci, e quelli dei due handler, Gh e Aviation Service che si occupano dei servizi a terra per compagnie e passeggeri quali check-in, lost and found, carico e scarico bagagli, rampa, trasporti in bus sui piazzali e via di seguito. In totale oltre mille lavoratori. In questi giorni si sono tenuti vari incontri con i sindacati: le aziende reagiscono facendo smaltire ferie e permessi ai dipendenti, e Aviation Service ha pensato anche di far fare le ferie non ancora maturate perché gli arretrati vanno ad esaurimento ma i rappresentanti dei lavoratori hanno risposto che non è possibile. Tutte le imprese quindi stanno attendendo le decisioni del Governo sugli ammortizzatori sociali per partire con la cassa integrazione. Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono passati, dunque, dal dover rappresentare la paura degli addetti di essere contagiati alla paura di perdere il posto di lavoro: «Il traffico domestico, potrebbe anche reggere ma dall’Europa e dagli altri Paesi il traffico è quasi annullato per la paura del contagio e per la quarantena che aspetta chi va all’estero e chi viene in Italia».

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