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«L’area dell’Ospedale al mare aperta nel giro di quattro anni»

Fonte: La Nuova Venezia del 29-05-2020

«L’emergenza Coronavirus ci ha indubbiamente un po’ rallentato, ma contiamo nell’arco di quattro anni di completare l’intervento di ristrutturazione alberghiera dell’ex Ospedale al Mare, naturalmente comprensivo del nuovo Distretto sanitario del Lido, che sarà realizzato prima dei due resort di Club Mediterranèe e Th Resorts». Resta ottimista il direttore generale di Cassa Depositi e Prestiti Marco Sangiorgio che ieri è stato ascoltato dalla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Ministero dei Beni Culturali che dovrà decidere sulla richiesta di abbattimento di cinque dei 33 padiglioni sanitari ora abbandonati e in larga parte fatiscenti che costituiscono il complesso dell’ex nosocomio lidense.

«Ci rendiamo conto che si tratta di cinque edifici che hanno anche un valore storico», spiega Sangiorgio, «ma noi salviamo tutti gli altri che saranno restaurati e adibiti alle nuove funzioni e il precedente progetto di Estcapital era ben più impattante del nostro. Speriamo che la nostra richiesta possa essere accettata, perché noi, per realizzare l’intervento di recupero dell’area, dobbiamo restare nel budget complessivo di 140 milioni di euro previsto per l’intervento». Ieri in una Commissione consiliare dedicata a Ca’ farsetti proprio alla Variante per l’Ospedale al Mare, si è parlato anche del nuovo distretto sanitario del Lido e del fatto che avrà, sulla carta, una metratura nettamente inferiore rispetto a quella dell’attuale sede nel Monoblocco: 4600 metri quadri contro gli 8800 metri quadri dell’attuale. «Ma più di 2 mila metri quadri del Monoblocco sono di fatto inutilizzati», spiega ancora Sangiorgio, «e il progetto della nuova sede che faremo con l’Asl 12 consentirà di mantenere tutte le strutture attuali, comprese le piscine che avranno anzi una metratura leggermente superiore. Prevediamo circa due anni di tempo per la realizzazione del nuovo Distretto sanitario con l’abbattimento del Monoblocco, che sarà demolito solo quando la nuova sede sarà pienamente funzionante, assicurando la continuità del servizio. Altri due anni circa saranno necessari poi per realizzare la parte privata. Anche se speriamo di riuscire a fare tutto ancora prima, se sarà possibile». Il direttore di Cassa Depositi ha fatto chiarezza anche su un altro punto fino ad oggi ancora un po’ controverso: l’acquisizione dall’agenzia del Demanio e poi il successivo abbattimento del Monoblocco, come prevede anche la Variante al Prg che il Comune sta per adottare.

«Il primo passo indispensabile», spiega Sangiorgio, «è appunto l’approvazione della Variante, poi definiremo con il Demanio l’acquisizione del monoblocco e dei suoi terreni, che non sarà certo a titolo gratuito, ma verrà pagata e non credo sarà un problema definire la transazione. Noi crediamo in questo investimento e così anche i nostri partners dell’operazione sul Lido, anche se in questo momento nel Paese viviamo ancora una situazione drammatica sul piano produttivo e siamo convinti possa essere importante per il Lido, prevedendo tra l’altro una piena apertura del complessi anche ai residenti e non solo ai clienti degli alberghi. Speriamo di poter partire appena possibile».
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